RIFONDARE IL CENTRO DX AD AVERSA

RIFONDARE IL CENTRODESTRA AD AVERSA: BASTA TATTICISMI, SI RIPARTA DA UNA COMUNITA’ POLITICA VERA

Un intervento del Consigliere comunale Dino Carratù tratto da Città Normanna

Redazione·
RIFONDARE IL CENTRODESTRA AD AVERSA: BASTA TATTICISMI, SI RIPARTA DA UNA COMUNITA' POLITICA VERA

Il quadro politico cittadino attraversa ormai da tempo una fase complessa, fluida, per certi versi anche confusa. Si rincorrono voci, riposizionamenti, ipotesi di nuovi assetti e possibili cambi di collocazione. È il segno evidente di una stagione incerta, nella quale molti sembrano preoccuparsi più della propria destinazione personale che della costruzione di una prospettiva collettiva.

In questo scenario, credo che il tema vero non sia semplicemente dove andrà questo o quel consigliere, quale gruppo si ricomporrà, chi entrerà o uscirà da una maggioranza sempre più fragile. Il tema vero è rifondare il centrodestra ad Aversa.

Non ricomposto con operazioni di facciata, né assemblato attraverso sommatorie improvvisate. Rifondato, cioè ricostruito su basi politiche, programmatiche, culturali e umane.

Bisogna ripartire dalle cose che uniscono, non da quelle che dividono, riconoscendoci in alcuni principi chiari: il governo ordinato della città, la sicurezza urbana, la cura degli spazi pubblici, il sostegno alle famiglie, la difesa del commercio, la valorizzazione delle professionalità locali, una pubblica amministrazione efficiente, una visione seria dell’urbanistica, dei servizi sociali, della cultura e dello sviluppo economico locale.

Serve una casa politica aperta, ma non indistinta, capace di mettere insieme esperienze diverse, ma non disponibile a farsi condizionare da rancori personali, vecchie vendette o piccole rendite di posizione. Per questo ritengo giusto coinvolgere anche coloro che sono stati protagonisti di una stagione politica florida del centrodestra cittadino. Persone che hanno amministrato, a livello locale e nazionale, animato partiti, governato processi. Va riconosciuto un ruolo nella memoria politica della città, dicendo con altrettanta chiarezza che quella stagione ha avuto anche un limite evidente: non ha saputo generare, accompagnare e far crescere una nuova classe dirigente autorevole, autonoma e preparata. E ciò non per riproporre vecchi schemi, ma per consegnare esperienza, metodo e memoria politica a chi vuole e deve costruire il futuro.

Allo stesso tempo, però, bisogna avere il coraggio di tracciare un confine netto. Una rifondazione seria non può includere gli avvelenatori di pozzi: quelli che lavorano solo per dividere, delegittimare, distruggere; quelli che non costruiscono nulla ma impediscono agli altri di costruire; quelli che trasformano ogni confronto in sospetto, ogni tavolo politico in una resa dei conti e ogni progetto in una guerra personale. Il centrodestra non può rinascere se resta prigioniero di chi vive politicamente solo del fallimento altrui.

Aversa ha bisogno di altro. Ha bisogno di una proposta nuova e credibile, larga, seria, riconoscibile. Ha bisogno di un progetto che non nasca contro qualcuno, ma per qualcosa. Chi vuole costruire deve esserci. Non abbiamo molto tempo. Se non vogliamo rischiare che la città finisca a sinistra, il momento è adesso.