L’ora della responsabilità : unire il centrodestra per il futuro della città
Con l’intervento di oggi sul quotidiano “Cronache di Caserta”, la sfida lanciata dal consigliere comunale Dino Carratù per “ricostruire il centrodestra” assume un significato politico che va ben oltre il semplice dibattito interno alle forze moderate. È un richiamo forte alla responsabilità, alla necessità di aprire finalmente una fase nuova e di affrontare con lucidità una crisi che da tempo indebolisce il centrodestra cittadino, ne limita la capacità di proposta e rischia di consegnare la guida di Aversa al centrosinistra.
L’intervento di Carratù si inserisce nel solco tracciato dal senatore Pasquale Giuliano, che in una sua riflessione politica – pubblicata sul “Corriere del Mezzogiorno”, su “Città normanna” e ripreso il 10 maggio scorso da questo Blog – aveva evidenziato come il centrodestra territoriale attraversi una stagione difficile, segnata da divisioni, incomprensioni e logiche autoreferenziali che hanno prodotto immobilismo, conflitti e progressivo allontanamento dalla società reale. Un’analisi severa ma necessaria, che ha avuto il merito di indicare anche una prospettiva e di annunciare iniziative in corso per conseguire un auspicabile risultato: costruire una classe dirigente preparata, credibile e autorevole, capace di interpretare i cambiamenti sociali ed economici della città.
È proprio questo il punto centrale della questione politica. Per troppo tempo il confronto interno al centrodestra è apparso ripiegato su personalismi, tatticismi e contrapposizioni che hanno indebolito l’identità stessa dell’area. In molti casi si è smarrito il senso autentico della politica come servizio, partecipazione e visione collettiva. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: frammentazione, perdita di consenso, sfiducia crescente tra i cittadini e incapacità di costruire un progetto largo e condiviso.
La ricomposizione del centrodestra non può dunque ridursi ad una semplice operazione di facciata o ad un accordo di circostanza in vista di appuntamenti elettorali. Serve invece una profonda rigenerazione politica, culturale e umana. Occorre recuperare il valore del confronto, superare vecchie incomprensioni e costruire un terreno comune fondato su programmi, contenuti e obiettivi concreti per la città.
In questo percorso, una presa di coscienza e una rinnovata motivazione della classe dirigente rappresenta una priorità assoluta. Ma questa rigenerazione non può essere soltanto anagrafica o formale. Deve essere e significare soprattutto un cambio di metodo, di linguaggio e di approccio ai problemi. La città ha bisogno di amministratori capaci, competenti, equilibrati, dotati di credibilità istituzionale e visione politica. Ha bisogno di donne e uomini che sappiano ascoltare, dialogare, mediare e governare processi complessi con serietà e responsabilità.
Allo stesso tempo diventa indispensabile aprire realmente le porte alla società civile, al mondo delle professioni, della cultura, dell’associazionismo, del volontariato, ai giovani e a tutte quelle energie sane che spesso sono rimaste ai margini della vita politica cittadina. Un centrodestra moderno e competitivo deve saper cooptare competenze, recuperare forze e uomini di esperienza allontanatisi o demotivati, valorizzare il merito, coinvolgere e “arruolare” figure capaci di dare un contributo concreto alla costruzione di una nuova stagione amministrativa.
L’appello lanciato dal senatore Giuliano e fatto proprio e rilanciato da Carratù va dunque raccolto senza ambiguità e senza ulteriori ritardi. I segnali di rinnovamento e le autorevoli iniziative in corso da parte di noti e stimati esponenti di area per ricompattare il centrodestra rappresentano un inizio apprezzabile e un’occasione importante che non può essere dispersa. Sarebbe un grave errore continuare a consumarsi in divisioni interne o in sterili personalismi mentre la città, specie in questo difficile momento di decadenza che sta vivendo, chiede stabilità, progettualità e capacità di governo.
Un centrodestra effettivamente ricompattato e coeso può ancora tornare ad essere una forza credibile e attrattiva se saprà ritrovare umiltà e spirito di servizio. Ma per riuscirci occorre mettere da parte vecchie rendite di posizione, pulsioni carrieristiche e aprire una stagione nuova, fondata sulla partecipazione, sulla competenza e sulla costruzione di una proposta politica seria e inclusiva.
La posta in gioco non riguarda soltanto gli equilibri tra partiti o gruppi dirigenti. Riguarda il futuro della città, la qualità della sua stessa democrazia e la possibilità di costruire un progetto di sviluppo equilibrato, solidale e moderno. Per questo il tempo delle divisioni deve lasciare spazio al tempo della responsabilità. E la buona notizia raccolta è che oggi il centrodestra, sollecitato ad assolvere un dovere politico civico e morale, sta lavorando per impegnarsi in questa nuova ed esaltante sfida.