Il sindaco interroga il teschio: “Sono un bugiardo o un guappo di cartone? That is the question”. L’impegno mancato con De Gaetano e la (legittima) ritorsione di Giovanni Innocenti
8 Ottobre 2026 – 19:54
AVERSA (g.g.) – È evidente che Giovanni Innocenti, presidente del consiglio comunale, abbia ritardato la discissione sulle linee lguida del PUC, fissata “solo” er il 15 ottobre, per ripagare uno sgarbo che ritiene di aver subito dal sindaco Francesco Matacena.Il primo cittadino cerca una via di uscita da quello che i francesi definiscono cul de sac nel quale si è cacciato in un momento quando, fomentato dalla sua musa ispiratrice, unica musa ispiratrice, Federica Turco, ha detto con voce stentorea a destra e a manca, alla maniera di “spacco qua, spacco là”, che lui non avrebbe mai nominato assessore Raffaele De Gaetano. Ma siccome Matacena è attaccato alla poltrona esattamente come lo erano i suoi predecessori De Cristofaro e Alfonso Golia, siccome vede come una disgrazia personale un’eventuale sua caduta, ha messo in scena un teatrino prima dell’ultima seduta del consiglio quando, temendo di non avere i numeri (e temeva bene), ha chiamato Giovanni Innocenti, un altro che lui fa una schifezza ad alta voce un giorno sì e l’altro pure, e lo ha implorato affinché convincesse De Gaetano e il suo fedelissimo Antonio Mottola ad entrare nell’aula consiliare. Innocenti, il quale non ha capito ancora fino in fondo che questo Matacena è finanche peggio di lui su certe cose, aveva condotto il sindaco all’interno del Bar La Plaça, posto immediatamente all’esterno di Piazza Municipio.In quell’incontro il Matacena, secondo quella che è la ricostruzione di Innocenti e di De Gaetano, avrebbe promesso a quest’ultimo la nomina ad assessore Massimo entro 48 ore. Le 48 ore sono trascorse e la nomina non c’è stata. Il sindaco sta tentando in tutti i modi a non fare la figura né del bugiardo, né del guappo di cartone, un’ultima definizione, questa che costituì nostra dedica nei suoi confronti nell’articolo da noi dedicato a quella seduta consiliare. Ma è una quadratura che Matacena non troverà. Perché se accontenta De Gaetano nominandolo assessore, sarà 10 volte guappo di cartone in considerazione di ciò che ha detto improvvidamente di quello che ha promesso solennemente ad alta voce durante tutta l’estate, facendo pollice verso rispetto alla pressante necessità di poltrona espressa dal commercialista. Se invece non nominerà De Gaetano in giunta, sarà indiscutibilmente un bugiardo perché, allo scopo di mantenere i numeri della sua maggioranza in consiglio comunale, dovrà sbilanciarsi con le promesse così come ha già fatto al cospetto di Innocenti e De Gaetano, salvo poi non mantenere la parola perché magari richiamato all’ordine dalla già menzionata musa ispiratrice Federica Turco. Il problema è che quei due voti di De Gaetano e Mottola, uniti a quello di Massimo Virgilio, rimasto a quanto pare fedele al detronizzato Alfonso Oliva, sono importantissimi e decisivi affinché la maggioranza tenga i suoi numeri in consiglio comunale. Anche perché Marco Villano sa bene che noi di CasertaCe i trasformisti non li amiamo ad ogni latitudine e mai e poi mai dovrà succedere che, a fronte della sua salda influenza sulla dirigente dell’ufficio tecnico Danila D’Angelo, che gli consente di essere ancora oggi una sorta di assessore ai lavori pubblici ombra della città normanna, non potrà permettersi il lusso di dire al suo consigliere comunale Girone, il quale non a caso nei giorni scorsi, a uso e consumo di CasertaCe, ha fatto finta di chiedere le dimissioni del sindaco, di assentarsi o di farsi assalire dal mal di gola. Numeri pericolosi, nonostante il fatto che Pietro Giglio e la nipote Domenica Pisano, magari in cambio di qualche somma urgenza dei lavori scolastici, si sono avvicinati alla mangiatoia dei Sogliocco e della Turco. Avvicinati senza realizzare un abbraccio formale, perché Pietro Giglio non saprà parlare in italiano, ma le ragioni degli affari le capisce eccome. Sa bene che gli interessi che la famiglia ha all’interno del sistema del bar, delle buvette all’interno degli istituti superiori, si sviluppano tranquillamente nel momento in cui l’amministrazione provinciale, dalla quale dipendono questi affidamenti, sta buona e fa andare avanti le cose come sono andate sempre avanti. Al riguardo non va mai dimenticato che Giovanni Innocenti, presidente del consiglio comunale di Aversa e leader della componente zanniniana. Non solo, ma è un consigliere provinciale che conta, dato che opera a gomito a gomito, in quanto fedelissimo di Giovanni Zannini, con il presidente della Provincia Anacleto Colombiano. Concludendo, per il dispiacere del vicesindaco e assessore all’urbanistica Francesco Di Palma, che avrebbe dovuto relazionare già a fine settembre sullo schema delle linee del PUC, e per lo speculare dispiacere dei consiglieri comunali che lo sostengono, ossia Raffaele Oliva e Massimo Palazzo, accucciatisi ai piedi di Matacena e della Turco dopo che Di Palma è diventato vicesindaco, questo punto all’ordine del giorno non sarà discusso, perché Innocenti ritiene – e forse stavolta non ha torto – che il primo cittadino sia un bugiardo e non mantenga la parola data. Però bisogna pure capirlo, Matacena, alla maniera di Hamlet, sta interrogando il teschio: “Essere un bugiardo, o un guappo di cartone? That is the question“.