GIULIANO: “Parco Pozzi, ci sono fondati dubbi sulla legittimità della procedura:l’opposizione intervenga e valuti l’impugnazione della determina”

Tratto da Città Normanna – Redazione·
Al senatore Pasquale Giuliano, che nei giorni scorsi era intervenuto sull’argomento dal punto di vista politico, abbiamo chiesto un approfondimento e un successivo parere giuridico sulla vicenda.

D. Senatore Giuliano, lei, su questo giornale, sulle sorti del Parco Pozzi ha già espresso notevoli riserve e perplessità di ordine politico, ma ora solleva anche dubbi sulla procedura seguita per la concessione ?

R. Il problema è molto semplice, ma al tempo stesso molto serio: la determina dirigenziale con cui il Comune ha avviato la gara per la concessione relativa alla manutenzione del Parco Pozzi, agli eventi sportivi e culturali e all’installazione di una buvette presenta alcuni profili che meritano un immediato approfondimento giuridico. Non sto dicendo che l’illegittimità sia chiara e accertata. Affermo, però, che ci sono seri e concreti dubbi che l’Amministrazione e, soprattutto, l’opposizione hanno il dovere di verificare.

D. Qual è il primo e principale dubbio ?

R. Qui non non è in discussione una semplice attività gestionale ordinaria.Si parla della concessione della gestione di un bene pubblico di rilevanza cittadina, con affidamento pluriennale di una serie di funzioni: custodia, manutenzione, animazione sportiva e culturale e gestione di un’attività commerciale all’interno del parco.

Bisogna allora capire se l’atto si sia limitato a dare esecuzione a indirizzi già validamente assunti dall’organo competente (Consiglio comunale)oppure se, al contrario, abbia determinato autonomamente scelte fondamentali sulla destinazione e sulle modalità di utilizzazione del patrimonio comunale.

Si pone quindi il problema della competenza dell’organo. L’articolo 42 del TUEL,tra l’altro, riserva al Consiglio comunale ( e non alla Giunta)la competenza in materia di concessione dei pubblici servizi e di affidamento di attività o servizi mediante convenzione.

La Giunta ha dato inizio ad una procedura di affidamento della gestione del Parco e di attività e servizi con una una sua delibera di indirizzo -molto discutibile; tra l’altro, non è stata corredata nemmeno dal previsto parere contabile-, alla quale è stato dato seguito con una istantanea determina della dirigente del settore.Se non siamo di fronte – come credo che non lo siamo- alla semplice concessione di uno spazio comunale, ma,invece, a un insieme organizzato di attività e servizi di interesse pubblico – manutenzione del parco, organizzazione di eventi sportivi e culturali, gestione della buvette e altri obblighi a carico del concessionario – , allora la questione della competenza consiliare diventa centrale. E qui, innanzitutto, si pone una domanda politico-giuridica precisa: possibile ( e perché?) che la Giunta abbia scelto e ritenuto sufficiente una sua “claudicante” delibera di indirizzo, anziché ritenere necessaria una decisione del Consiglio comunale?

D. Perché considera importante distinguere tra una semplice concessione del parco e una concessione di servizi?

R. Perché la qualificazione giuridica dell’operazione cambia completamente il quadro.Non possiamo certamente fermarci al nome che l’Amministrazione ha dato all’operazione e lasciarci imbrigliare da esso. Bisogna guardare al suo contenuto concreto: quali servizi vengono affidati? Quali obblighi assume il concessionario? Quale interesse pubblico viene perseguito? Quali attività economiche potrà svolgere? Quali entrate potrà conseguire? Se il privato riceve la gestione di una struttura pubblica e, in cambio, assume obblighi di manutenzione, organizzazione e gestione di attività destinate alla collettività, siamo, evidentemente,davanti a un’operazione che merita una verifica molto rigorosa sotto il profilo della qualificazione giuridica e quindi della competenza a disporla.

D. C’è poi anche un problema economico-finanziario? Di cosa si tratta?

R. Anche qui vorrei essere preciso. Non si tratta semplicemente di dire: “manca il quadro economico, quindi la determina è illegittima”.La domanda corretta è: come è stato costruito economicamente l’affidamento?Bisognerebbe poter conoscere, tra l’altro, il valore della concessione, i costi della manutenzione, gli investimenti richiesti, i ricavi prevedibili dalla buvette e dalle altre attività, l’eventuale canone da corrispondere al Comune, le utenze, gli eventuali oneri sostenuti dall’Amministrazione e, soprattutto, l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione.Se si tratta – come sembra che sia- di una vera concessione, questi elementi non possono essere trattati come aspetti secondari. Anzi appaiono determinanti per individuare la competenza.

D. E il terzo profilo riguarda i pareri contabili?

R. Anche questo deve essere verificato leggendo attentamente la delibera , la conseguente determina e tutti gli atti collegati.Non vorrei semplificare sostenendo che ogni determina deve necessariamente avere un “parere del dirigente economico”. Bisogna verificare quali effetti finanziari e patrimoniali produca concretamente l’atto e quali controlli contabili fossero necessari.Se però dalla procedura derivano oneri, entrate, rinunce a canoni, obblighi finanziari o altri effetti sul bilancio e sul patrimonio comunale, è necessario conoscere se siano stati correttamente acquisiti i pareri e i visti previsti dalla normativa contabile.

D. Allora cosa dovrebbe fare, a suo giudizio,l’opposizione?

R. Per fortuna nell’opposizione militano valenti avvocati ed esperti di amministrazione pubblica che sicuramente faranno tutto quello che è necessario e opportuno fare . E’ quindi presumibile che acquisiranno la delibera di Giunta, la determina (partorita all’istante), il capitolato, il disciplinare di gara e tutta la documentazione economico-finanziaria e, se sono stati espressi, tutti i relativi pareri obbligatori. All’esito, si potrà rispondere con tranquillante certezza a vari interrogativi : era competente la Giunta o, invece, doveva pronunciarsi il Consiglio comunale? Esiste una completa istruttoria economico-finanziaria della concessione, compreso il relativo equilibrio economico-finanziario? Sono stati correttamente acquisiti tutti i pareri, controlli e visti contabili necessari?

Se dall’esame degli atti dovessero emergere effettivamente vizi di legittimità, sono sicuro che allora l’opposizione non si limiterà a denunciarli sulla stampa o in Consiglio comunale, ma valuterà’ concretamente l’impugnazione della delibera e/o della determina davanti al giudice competente, chiedendo anche, ove ne ricorrano i presupposti, la sospensione degli effetti dell’atto.

D. Quindi sta indirettamente chiedendo all’opposizione di bloccare la procedura?

R. Non chiedo nulla . L’opposizione sa molto bene e molto meglio di me cosa fare.

Una gara che riguarda la gestione di un bene pubblico di tale importanza e l’affidamento di attività e servizi per un periodo significativo deve essere affrontata e studiata approfonditamente e con meticolosità.

Se gli atti sono regolari, lo si dimostri. Se invece emergono profili di incompetenza, carenze istruttorie o violazioni delle norme contabili e degli obblighi previsti per le concessioni, sono sicuro che si saprà intervenire tempestivamente con professionalità e con efficacia e ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili.

D. Perché ritiene importante intervenire prima che la procedura vada avanti?

R. Perché una volta che la procedura è avanzata, o addirittura il rapporto è stato affidato e avviato, le conseguenze di eventuali errori amministrativi possono diventare molto più complesse. Per questo credo sia nell’interesse di tutti – maggioranza, opposizione e, soprattutto cittadini, – verificare ora la regolarità dell’operazione.

Non è una questione di essere favorevoli o contrari alla valorizzazione del Parco Pozzi. La valorizzazione di un bene pubblico è senz’altro positiva quando viene fatta nel rispetto delle regole, con trasparenza e nell’interesse della collettività.

Quindi, in estrema sintesi, la domanda che pongo oggi è, in fondo, molto semplice: chi ha deciso questa operazione e sulla base di quale competenza? Con quale istruttoria economico-finanziaria e nel rispetto di quali procedure?

D. Ma alla fine, posso lanciarle una provocazione : da giurista, secondo lei, quale sarebbe stata la procedura corretta?

R. Provocazione per provocazione, provo ad azzardare la risposta: trattandosi in effetti – l’ho già ho detto nell intervento di qualche giorno fa proprio sul suo giornale – della esternalizzazione di un un servizio pubblico, la competenza sembra appartenere al Consiglio comunale, che avrebbe dovuto approvare, su richiesta dell’assessore competente, lo schema di convenzione corredato dal parere del dirigente dell’area finanziaria, dalla relazione di regolarità tecnica e anche dal parere dei revisori dei conti. Fine della provocazione.

D. E perché,secondo lei, tutto questo non è avvenuto ?

R. Anche in questo caso, azzardo una risposta e ipotizzo : in Consiglio comunale sarebbe accaduto di tutto e in caso di votazione l’esito sarebbe stato quanto mai dubbio . Si è quindi preferita la “tranquilla”ma discutibile delibera di indirizzo della Giunta, peraltro- come già accennato- nemmeno corredata dall’obbligatorio parere contabile, ma “sfornata” per essere riversata, illico et immediate, sul “piatto”pronto del conseguente atto di determina.