Parco Pozzi, la concessione divide la politica: Baldascino diffida il Comune, Dello Margio difende gli atti
Il Parco Pozzi torna al centro del confronto politico ad Aversa. Questa volta al centro della disputa non c’è soltanto lo stato di manutenzione dell’area verde, ma soprattutto il progetto dell’amministrazione comunale di affidarne la gestione attraverso una concessione che comprende anche la buvette.
Il consigliere comunale Mauro Baldascino ha annunciato una diffida in autotutela indirizzata all’amministrazione, chiedendo di verificare e, secondo la sua posizione, correggere i profili di irregolarità che a suo giudizio caratterizzerebbero la procedura di gara. Una presa di posizione arrivata dopo la seduta consiliare nella quale, secondo Baldascino, la maggioranza avrebbe impedito un confronto sul merito della questione attraverso una pregiudiziale.
Il consigliere parla di «Consiglio silenziato» e accusa l’amministrazione di avere scelto una strada che potrebbe produrre «più danni dell’incuria» che si intende contrastare. La sua critica riguarda soprattutto il modello individuato per il Parco Pozzi: il privato non si limiterebbe infatti alla gestione del punto di ristoro, ma assumerebbe anche compiti di custodia, manutenzione ordinaria, pulizia e animazione sportiva e culturale.
Per Baldascino, proprio questo intreccio potrebbe creare una situazione poco equilibrata. Il consigliere contesta inoltre l’assenza, a suo giudizio, di una valutazione economica sufficientemente adeguata degli oneri posti a carico del concessionario. E indica diversi possibili scenari problematici: una gara deserta, eventuali ricorsi davanti al Tar o l’abbandono anticipato della gestione.
La replica dell’assessora Iolanda Dello Margio arriva però sui singoli punti sollevati dal consigliere. Il primo riguarda il presunto «silenziamento» del Consiglio. L’assessora richiama la delibera di Giunta numero 76 del 6 agosto 2026 e, soprattutto, il Dup 2026-2028 approvato dal Consiglio comunale con la delibera numero 12 del 14 aprile. Nel documento di programmazione, alla Missione 9, è previsto espressamente l’obiettivo di «attivare procedure di concessione per la gestione dei locali da adibire alle buvette presenti nei principali parchi pubblici» e di incentivare una presenza stabile e controllata nei parchi.
Secondo Dello Margio, dunque, la Giunta avrebbe dato attuazione a un indirizzo già approvato dall’assemblea cittadina. La delibera di Giunta avrebbe avuto funzione di indirizzo, mentre gli atti di gara sono stati poi approvati dal dirigente competente con la determinazione numero 431 del 7 agosto.
C’è poi il nodo della proprietà. Anche su questo l’assessora respinge la ricostruzione del «baratto al buio». Il Parco Pozzi, viene ribadito, resta patrimonio indisponibile del Comune. La concessione riguarda invece «la gestione, custodia, manutenzione ordinaria e animazione sportiva e culturale delle aree a verde», oltre alla gestione del chiosco.
L’amministrazione giustifica la scelta con gli attuali costi della gestione diretta e con la necessità di garantire continuità a servizi come pulizia dei bagni, vigilanza, apertura e chiusura e sfalcio. La relazione istruttoria richiamata da Dello Margio definisce questi oneri elevati e continuativi.
Sul piano economico, la risposta dell’assessora fa riferimento alla disciplina delle concessioni prevista dal decreto legislativo 36 del 2023. Il rischio operativo, secondo gli atti richiamati, ricadrebbe sul concessionario. Il Pef dovrà essere presentato in sede di offerta e asseverato da un istituto di credito. La concessione prevede inoltre una polizza per responsabilità civile da un milione di euro e una fideiussione da 100mila euro all’anno, per un totale massimo di 600mila euro sui cinque anni.
Anche gli orari sono oggetto di confronto. Baldascino teme che la gestione della buvette possa condizionare quella del parco. Dello Margio replica citando lo schema di concessione, che prevede un’apertura minima di 12 ore al giorno: dalle 6 alle 18 nei mesi di aprile e settembre e dalle 7 alle 19 nel periodo ottobre-marzo, con ulteriori disposizioni per gli eventi serali. L’accesso, viene sottolineato, resterà libero e gratuito. La chiusura ingiustificata del parco per oltre dieci giorni costituisce inoltre, secondo lo schema, una causa di risoluzione del contratto.
Il punto di fondo resta quindi politico e amministrativo: per Baldascino la procedura presenta criticità tali da richiedere uno stop e una revisione degli atti; per Dello Margio si tratta invece di dare concreta attuazione a un indirizzo già inserito nella programmazione dell’ente, trasferendo al concessionario una parte degli oneri di gestione e mantenendo al Comune proprietà, indirizzo e controllo.
Baldascino ha già annunciato che, se l’amministrazione non interverrà in autotutela, la vicenda potrebbe approdare anche davanti ad Anac e Corte dei conti. Il confronto sul futuro del Parco Pozzi, dunque, è tutt’altro che concluso.