AVERSA 29 Settembre 2026 – 13:14 CasertaCE
Lettera aperta ad un amico. Come al solito parliamo con franchezza perché a parlar chiaro è proprio per gli amici. Basta analizzare il rapporto tra questa gente e Giovanni Zannini a cui hanno succhiato anche l’ultima goccia di sangue prima di abbandonarlo senza neppure salutarlo, dopo aver ottenuto in ambito sanitario di tutto e di più. Occhio a Ferrandino, e poi questo idillio con il pediatra aversano Perri, oggi direttore sanitario, non può risolversi in un meccanismo rozzamente clientelare
AVERSA (g.g) – Il mio amico Enzo Iodice non sa in che guaio si è cacciato. Lui, a mio avviso e a nostro avviso, sarebbe un ottimo sindaco di Santa Maria Capua Vetere per un motivo logico e del tutto evidente: l’ha già fatto e, se parli con qualsiasi sammaritano, ti dirà in maniera molto sobria e lineare che lui è l’ultimo sindaco ad aver fatto qualcosa nella città e per la città, dato che i suoi successori hanno alternato guai ed inedia, quest’ultima caratteristica che ha avvolto con una coltre spessa di cloroformio tutti gli anni dell’inazione di Antonio Mirra.
Non sappiamo se il centrosinistra, il campo largo, sarà così intelligente da proporre il nome di Enzo, ma, se guardiamo alla tradizione, alla casistica autolesionistica di questa area politica, sarà difficile che lo scenario si connoterà della prospettiva di quello che costituirebbe un indubbio lampo di lucidità.
È probabile, dunque, che abbia messo a punto un piano B, guardando anche ad un’ipotesi di candidatura alle prossime elezioni politiche in una quota del PD o di qualsiasi altra compagine in grado di superare la soglia di sbarramento a livello nazionale del 3%, partecipando ad una quota a disposizione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il senso della sua partecipazione da leader di Porgetto Civico Italia è proprio questo. In questo caso avrebbe bisogno di un sostengo elettorale, visto che potrebbe correre tra i candidati a caccia di preferenze personali.
A Iodice non ha mai fatto difetto una visione d’insieme delle cose che scaturisce dal suo carattere, in grado di esprimere un grande self control ed un connotato di razionalità che lo ha portato, nella sua vita, a sbagliare molto raramente, quando faceva il sindaco a Santa Maria Capua Vetere e poi anche nell’ottima carriera, ancora oggi in corso, nella sanità casertana.
Però stavolta, questa razionalità, questa visione in grado di cogliere quello che c’è dopo, quello che va oltre alla situazione del momento anche quando questa sembra definire un quadro di rafforzamento della sua posizione politica, ci appare un po’ appannata. Ciò perché un razionale riesce sempre ad inquadrare un rapporto politico considerando anche e soprattutto ciò che è stato, ciò che il proprio interlocutore ha già fatto in passato. Della serie: se lo ha fato, con ogni probabilità può rifarlo.
Ora, Luciano Sagliocco è, come abbiamo sempre scritto, quintessenza, emblema di un certo tipo di politico casertano e aversano in particolare. Cultura: 0. Competenze professionali: 0. Il fratello Peppino Sagliocco, al contrario di lui, studiava, da autodidatta, dedicando tante ore quotidiane all’erudizione. Di conseguenza diventò uno dei più grandi esperti di normative sanitarie e di politiche agricole esistenti in Campania. E ugualmente, di conseguenza, lo utilizzava, come pure abbiamo raccontato tante volte, per mansioni diciamo così, accessorie: lo spediva ad esempio a fare la spesa, a comprare le pizze e le palle di riso che avremmo poi consumato insieme io e lui nella sede storica di via Fermi.
La scarpa grossa, però, quando Peppino è morto ha dimostrato di avere un’attitudine che costituisce il discrimine tra uno che ha successo in politica, che da noi significa farsi i cazzi propri e della propria famiglia, e uno che gira con le vecchie palette di plastica a caccia di mosche, per poi, in serata, dedicarsi alla pratica di abbagliatore alla luna.
Il contesto locale premia le scarpe grosse senza che necessariamente queste debbano essere mosse, giusto quello che serve, da un cervello finissimo.
All’amico Enzo Iodice segnaliamo, perchè magari lui questa storia non la conosce benissimo, che tutto quello che Luciano Sagliocco ha raccolto per la propria famiglia è frutto soprattutto di ciò che Giovanni Zannini, che siamo gli unici a poter criticare e attaccare grazie ad un’autorità morale costruita sul campo di battaglia, con ferite, cicatrici, aule di tribunale a go-go e poche medaglie rispetto a quelle che avremmo obiettivamente meritato, ha fatto per loro.
Concorsi vinti nell’ASL da nuore, figli, consanguinei, affini e chi più ne ha più ne metta, così come avete letto solo in questo giornale. Doppio concorso vinto da Federica Turco, con opzione finale a favore dell’ASL Napoli 1, dove svolge la funzione di collaboratrice amministrativa. Tutto questo a seguito di quella famosa candidatura della stessa Turco alle elezioni regionali del 2020 nella lista De Luca, che Zannini concordò scomodando il figlio del presidente della Regione, oggi segretario regionale del PD, che in quell’estate era addirittura in stampelle dopo aver subito un serio incidente.
Successivamente, cioè nel 2021, Zannini è stato l’elemento decisivo per realizzare quel ribaltone al Comune di Aversa in accordo con Stefano Graziano, con conseguente ingresso di Francesco Sagliocco, figlio di Luciano, in giunta comunale.
Dopo aver spremuto lo Zannini fino all’ultima goccia, Luciano Sagliocco lo ha mollato senza neanche salutare. Per cui, a Iodice diciamo: se tu, Enzo, hai dato una mano affinché Giuliano Sagliocco, figlio di Luciano, ottenesse un comando, istituto giuridico, sulla carta di difficile realizzazione, perché per spostare un dipendente pubblico in un ufficio che insiste in un altro territorio, devono ricorrere motivi “eccezionali”, come li definisce testualmente la legge, se tu, Enzo hai fatto sì che Giuliano Sagliocco ottenesse questo comando e dalla farmacia ASL di Salerno si trasferisse a casa sua, cioè ad Aversa, così come è successo nelle scorse settimane, così come dimostra la determina che pubblichiamo in calce a questo articolo, se, amico Enzo, tu hai dato una mano affinché il signor Vincenzo Cappuccio (nella foto a destra), marito di Federica Turco, ottenesse il trasferimento da un ufficio ASL salernitano dove svolgeva a sua volta la funzione di collaboratore amministrativo, alla comodissima sede del distretto aversano, quello diretto proprio da te; se poi, in un lampo di razionalità riconquistata, hai ritenuto che quantomeno Sissi, la nuora di Luciano Sagliocco, non potesse stare, in questa sorta di ammucchiata, nella sede del tuo distretto e hai ritenuto di farle raggiungere l’ASL Napoli 3; se poi sopporti ogni mattina, non una mattina sì e l’altra no, ogni mattina, la presenza appiccicosa, pedante, di Luciano Sagliocco che gira come un moscone attorno al tuo ufficio e a quello dei tuoi collaboratori, certo non per occuparsi di massimi sistemi, ma della prava materia microclientelare; se poi infine oltre alla presenza di Luciano Sagliocco accogli anche quella di mister Raffaele Ferrandino, un altro ospite frequente di CasertaCE, il sindacalista dei fratelli Salvatore e Peppe Stabile, l’uomo Fials dappertutto, il sanitario che si candidò anche in Forza Italia con Peppe Stabile in una delle elezioni comunali di Aversa e che ora ha abbandonato lo storico sodalizio con Salvatore Stabile e con il suo collega Gennaro Marino, che ha votato alle ultime elezioni amministrative e che però ha deciso di rimanere, tutto sommato con coerenza, da consigliere comunale nella scuderia di Giovanni Zannini, e con cui aveva costruito una sorta di coppia d’oro, un’unione gemellare che imperversava nei corridoi dell’ospedale Moscati e dell’ASL; se insomma hai dato una mano, se hai creato un gruppo politico con queste persone tutte presenti nel giorno del vernissage di Progetto Civico Italia allora devi sapere, amico Enzo, che questi qua ti succhieranno il sangue fino all’ultima goccia, così come hanno fatto con Giovanni Zannini, che io e te abbiamo combattuto in nome della legalità, in nome di un valore che prevale anche sulle dinamiche della politica sanitaria in cui, ovviamente, giocoforza, anche tu sei coinvolto.
Te lo abbiamo scritto con amicizia perché conosciamo la storia delle persone e di come queste hanno utilizzato la propria spregiudicatezza, l’assenza totale di ogni inibizione valoriale, il lusso di non dover difendere alcuna reputazione personale, per trovare spazi in un territorio dove la reputazione personale conta meno di zero e in cui un manipolo di soggetti autoreferenziali, che costruiscono il consenso Dio solo sa come, hanno sguazzato veloci nella grande palude dell’ignoranza, visto che uno come Luciano Sagliocco, una come Federica Turco, uno come Francesco Sagliocco, a Bologna, a Modena, a Milano o a Mondovì, non arriverebbero neppure a dieci voti.