Rottamiamoli, anzi no: ricicliamoli tutti

L’intervista rilasciata dal sindaco Franco Mata-cene al quotidiano “Il Mattino” di oggi conferma tutto quanto avevamo anticipato nei giorni scorsi.

La notizia, poi, della firma apposta ieri da Mata-cene a sostegno della presentazione della candidatura a Presidente della Provincia di Caserta di Anacleto Colombiano, sindaco di S. Marcellino, certifica in maniera ufficiale, pubblica, ma “senza scuorno”, quello che è da sempre è un dato di fatto: la sua totale e incondizionata sottomissione a Giovanni Zannini. Gli aversani hanno ricevuto, in pratica, la notifica che il sindaco di Aversa non è, né è mai stato, Mata-cene, ma Zannini, il noto consigliere regionale (indagato dalla procura della repubblica di S. Maria C.V. per gravi reati, in essi compresa la corruzione), che lo scelse, lo presentò, lo sostenne, lo ha fatto eleggere e lo manovra a suo piacimento e secondo le sue personali esigenze.

 Il Sindaco è proprio un uomo di… parola. Lui stesso aveva dichiarato poco meno di un mese fa che la sua giunta aveva fallito. Un’ammissione di rara onestà che fu apprezzata.  Così rara che ha pensato bene di non ripeterla coi fatti.

Gli aversani si attendevano una rivoluzione, rinnovamento, magari anche un conseguente e dignitoso “mi dimetto”. Invece no: Mata-cene, piuttosto che mandare a casa quella giunta che lui stesso aveva definito fallimentare (come del resto tutti gli aversani in buona fede), le ha cambiato le etichette, come fa il commerciante disonesto che ribattezza un latte scaduto da tempo come “yogurt, facendolo in tal modo tornare commestibile, ma truffando il consumatore.

Il sindaco sorridente e canterino, pur di restare sulla poltrona, su ordine del “superiore, ha truccato le carte e rimescolato le deleghe: “Tu non sei più assessore all’ambiente ma al decoro; tu al commercio, ma solo a quello al dettaglio; tu al contenzioso, ma solo per le cause fino a tot valore; a  te, ecco, ti do la delega alla fuffa ”.

A questo punto, poi, per non scontentare nessuno e blindare la scalcagnata baracca, ha pensato bene di dare un incarico a tutti i consiglieri di maggioranza. Ora tutti saranno dentro, nessuno, quindi, può tirarsi più fuori. Neppure quelli che, fino a qualche giorno fa, gridavano sdegnati – ma solo strumentalmente, per riscuotere qualche incarico in più – che pretendevano una giunta di “alto profilo” (in primis, il responsabile della lista Aversa Azzurra Giampaolo Dello Vicario). Forse intendevano di “altro” e, naturalmente, personale profilo.

 La coesione politica, secondo il verbo “zannian-mataceniano”, si configura, in tal modo, più che come un patto di coalizione come un patto tra naufraghi che si sono dilaniati per garantirsi un salvagente o anche una sola tavoletta, purché galleggiante.

Ormai, il Consiglio comunale aversano somiglia a un condominio in cui l’amministratore, invece di far riparare l’ascensore, assegna a ogni inquilino le chiavi del citofono. E il bello è che così (vergognosa degenerazione di una certa -non- politica) può funzionare, anche se in maniera personalmente “interessata”: tutti compatti, tutti uniti per la gioia e la soddisfazione della premiata ditta  Zannini-Mata-cene & company, in attesa dell’arrivo sperato di Anacleto Colombiano : non per un progetto, una visione, una speranza. Ma solo per non perdere la delega alla sagra della trippa o al decoro delle rotatorie. Insomma, come era nelle previsioni, Mata-cene, più che un sindaco, sembra un illusionista da fiera di paese, che invece di risolvere i problemi, con la superiore direzione di “alieni”, li fa sparire… sotto la moquette delle deleghe e, colmo dei colmi, recupera perfino Olga Diana, la più sfiduciata d’Italia, iscrivendosi cosi di diritto, insieme a lei, nel libro nero della peggiore storia della politica aversana.

Quanto infine alla firma apposta da Mata-cene per la candidatura di Colombiano a presidente della provincia, sostenuta, appunto, da Zannini, Martusciello, coordinatore regionale di F.I., e da Gimmy Cangiano, impalpabile segretario provinciale di Fratelli d’Italia, non ci resta che riportare una parte di quanto avevamo anticipato ieri nell’articolo “Alleanza per la provincia”, al quale rimandiamo per leggerlo integralmente.

“ Tutti uniti, quindi, nel nome della Provincia, quella terra di mezzo dove la politica diventa scambio di cortesie, incarichi, e parcheggi per trombati di lusso. E guai a chiamarla “ammucchiata”: loro preferiscono “coalizione civica trasversale”, che fa più elegante e non puzza (troppo) di compromesso.

Insomma, i consiglieri comunali, tutti inseguiti da una caccia scatenata nei loro confronti, si preparino a votare secondo “le tentazioni” che saranno loro offerte. Questa santa alleanza della coerenza sostiene il sindaco di S. Marcellino Anacleto Colombiano, molto, ma proprio molto legato a Zannini, e, naturalmente, promette “rinnovamento”, “competenze”, “territorio”. E infatti, chi meglio di indagati, trasformisti e partiti fantasma per rappresentare la voce della provincia? “.

Naturalmente in questa santa alleanza di diritto è in maniera ufficiale e pubblica entrato, quale affidabile vassallo, anche il sindaco di Aversa Francesco Mata-cene.

Aversani, è mai possibile che la nobile città di Aversa possa essere disposta a tollerare questa umiliante situazione?

Forza e coraggio, ma, vivaddio, non facciamocene una ragione!.

05/06/2025