Aversa, i “fantasmi del passato”: quando spazzini e giardinieri erano il volto quotidiano della città
Ad Aversa cresce sempre di più, tra i cittadini, una riflessione nostalgica ma anche profondamente attuale: quella legata alla figura degli operatori ecologici e dei giardinieri di un tempo, persone semplici che con dedizione e presenza costante rappresentavano un punto di riferimento nei quartieri della città.
C’era chi li chiamava “spazzini”, chi “netturbini”, ma per molti erano semplicemente uomini del territorio, conosciuti per nome dagli abitanti dei vicoli e delle piazze. Bastava il rumore della vecchia scopa di saggina, quella che gli anziani definivano “scopa a brusche”, per capire che la giornata stava iniziando e che qualcuno si stava già prendendo cura delle strade della città.
Molti ricordano ancora le scene quotidiane di una volta: le signore affacciate ai balconi che segnalavano un cumulo di rifiuti rimasto in un angolo e lo spazzino che, con educazione e rispetto, rispondeva: “Sì signora, ho visto, tolgo subito”. Un rapporto umano diretto, fatto di presenza, attenzione e senso del dovere.
Lo stesso valeva per i giardinieri comunali, spesso chini per ore a potare rami sporgenti, tagliare l’erba alta o liberare i marciapiedi dalla vegetazione che poteva creare disagi ai pedoni. Un lavoro svolto con dignità, esperienza e soprattutto continuità.
Oggi, invece, nonostante l’esistenza di mezzi moderni e macchinari molto più avanzati rispetto al passato, molti cittadini lamentano una situazione ben diversa: RIFIUTI PRESENTI IN DIVERSE ZONE DELLA CITTÀ, ERBA INCOLTA, ALBERI NON POTATI E SPAZI PUBBLICI LASCIATI IN CONDIZIONI DI DEGRADO.
L’INGRESSO DI UNA CITTÀ RAPPRESENTA IL PRIMO BIGLIETTO DA VISITA DELLA SUA VIVIBILITÀ E DEL LIVELLO DI ATTENZIONE VERSO IL TERRITORIO. ED È PROPRIO ENTRANDO AD AVERSA, TRANSITANDO LUNGO VIA VITO DI JASI, CHE MOLTI CITTADINI SOSTENGONO DI PERCEPIRE IMMEDIATAMENTE UNA CONDIZIONE DI FORTE INCURIA URBANA.
Basta osservare i marciapiedi per rendersi conto dello stato della vegetazione: in diversi punti I RAMI DEGLI ALBERI SONO DIVENTATI TALMENTE LUNGHI DA TOCCARE IL TERRENO, IMPEDENDO IL PASSAGGIO DEI PEDONI SUI MARCIAPIEDI e costringendo spesso le persone a scendere sulla carreggiata stradale.
Secondo numerose segnalazioni, la situazione potrebbe rappresentare anche UN RISCHIO PER L’INCOLUMITÀ PUBBLICA, tra rami che sfiorano il viso dei passanti o che potrebbero persino impigliarsi negli indumenti. A tutto questo si aggiunge L’ERBA ALTA E MAI CURATA CHE CONTINUA A CRESCERE A DISMISURA lungo diverse aree della zona.
Ed è proprio qui che emerge quella che diversi residenti definiscono “l’assenza dei fantasmi del passato”: figure che non avevano bisogno di apparire, di pubblicare fotografie o di mostrarsi durante interventi sporadici, ma che quotidianamente garantivano presenza e decoro urbano.
Le critiche dei cittadini si concentrano anche sull’attuale gestione amministrativa. In particolare, viene evidenziata LA SCARSA PRESENZA SUL TERRITORIO DEGLI ASSESSORI AL VERDE PUBBLICO E ALL’IGIENE URBANA, spesso percepiti dai residenti come lontani dalle problematiche quotidiane della città.
Secondo molti aversani, le apparizioni pubbliche degli amministratori avverrebbero prevalentemente in occasione di eventi, inaugurazioni o comunicazioni ufficiali, mentre mancherebbe un contatto diretto e costante con le criticità reali vissute nei quartieri.
Il malcontento non riguarda soltanto il verde pubblico o la raccolta dei rifiuti. Tra le problematiche maggiormente segnalate dai cittadini figurano anche STRADE DISSESTATE E PERICOLOSE, SICUREZZA URBANA INSUFFICIENTE, MANUTENZIONE CARENTE E UNA CRESCENTE PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA DEL COMUNE.
A preoccupare ulteriormente è il timore di un possibile dissesto finanziario, COME DICHIARATO E DESCRITTO ANCHE SU ALCUNI QUOTIDIANI DAI CONSIGLIERI DI MINORANZA, eventualità che comporterebbe conseguenze pesanti per l’intera comunità, con UN INEVITABILE AUMENTO DELLE TASSE A CARICO DEI CITTADINI AVERSANI.
Molti residenti chiedono quindi maggiore presenza, ascolto e programmazione, nella speranza che la città possa ritrovare quel senso di cura quotidiana che, secondo il ricordo collettivo, caratterizzava l’Aversa di una volta.
Perché, come sostengono in tanti, I “FANTASMI DEL PASSATO” NON ERANO FANTASMI: ERANO LAVORATORI PRESENTI, AMMINISTRATORI VICINI AI CITTADINI E UNA CITTÀ CHE, PUR CON MENO MEZZI, SEMBRAVA AVERE PIÙ ATTENZIONE VERSO IL BENE COMUNE.
Come sempre con rispetto
Il cittadino del popolo
Vincenzo Citarella