Sono arrivate in redazione foto e video del sindaco Mata-cene che, ieri sera, nel corso della sua ultima cena della giornata, consumata presso la casa dell’assessore Eufrasia Cannolicchio, lo ritraggono mentre, attorniato dai suoi claqueurs, si esibisce come cantante.
Il metasindaco non è nuovo a queste performances canore. Anzi, tra un taglio di nastro, un buffet istituzionale e cerimonie varie ama sempre esibirsi come chansonnier della giornata. Questo, in effetti, è il suo modo di mantenere le promesse, specie quella che ha speso per assicurare che avrebbe dato voce al popolo. Anche se è convinto che quella del popolo sia proprio la sua voce.
A qualcuno della sua stessa età ha ricordato il vecchio jukebox: basta inserirgli un invito e parte subito la sua canzone. Si dice che il suo prossimo album coinciderà con la legge di bilancio, sempre che in quell’occasione riuscirà a liberarsi dai suoi numerosi impegni, visto che tra cene, cresime, battesimi, comunioni e karaoke il suo calendario è molto fitto. Ormai, di professione fa il personaggio e il cantante, non il sindaco. Sta tentando sempre più di costruirsi una statua d’oro di sé medesimo, senza accorgersi che tra scherzo e incubo non esiste più un confine certo e che ormai si è perso il senso del ridicolo. La città è stanca e da troppo tempo aspetta inutilmente un vero miracolo: vederlo lavorare su qualcosa che non sia la scaletta della serata.
Va però anche detto che l’unico aspetto positivo della performance di ieri sera di Mata-cene è stato quello di avere scoperto con un certo sollievo che l’assessore Eufrasia Cannolicchi, data per dispersa, esiste, ed è politicante viva e attiva, tant’è che organizza le esibizioni canore del suo sindaco. Meglio così. Ora gli aversani si sentiranno rasserenati e sicuramente ritireranno la richiesta che avevano inviato alla trasmissione “Chi l’ha vista?”, nel tentativo di avere notizie della sua scomparsa.