Sicurezza e “vivibilità” delle nostre scuole affidate a mani inadeguate

Crolla parte della controsoffittatura del corridoio della scuola Wojtyla di Aversa e continua di pari passo a crollare la fiducia, ormai vicina all’azzeramento, in coloro che, a parte doveri di altra natura, hanno l’obbligo di garantire la sicurezza di insegnati, alunni e personale. Episodi del genere sono diventati troppo frequenti e nessuno degli amministratori cui è affidata la cura delle scuole di competenza comunale si è sinora preoccupato di assicurare pubblicamente – e di assumersene quindi la responsabilità –  che gli edifici sono agibili e quindi in regola e in possesso di tutte le relative certificazioni richieste dalla legge per garantirne la sicurezza. Per ogni scuola, ad esempio, esiste ed è in regola la certificazione circa l’agibilità, la tutela sismica, la prevenzione incendi? Troppi sono stati sinora gli “incidenti” del genere verificatisi negli istituti scolastici (ma che sarebbero apparsi prevedibili – e pertanto non più qualificabili incidenti – a seguito d’una preventiva, seria e professionale verifica). Sinora, fortunatamente, lo stellone italiano ci ha protetto. Ma possiamo sempre sperare che mai si possano verificare eventi del genere con conseguenze che nessuno si augura? Cosa si è fatto sinora nei mesi che hanno preceduto l’apertura dell’anno scolastico? Gli eventi l’attuale stato di fatto delle scuole impongono una sola risposta: pochissimo o nulla. Anche in questo delicato settore gli amministratori comunali non possono aggrapparsi ancora e solo alle loro ricorrenti promesse e a dichiarazioni di intenti. Né possono ancora permettersi di coniugare i verbi al futuro: vedremo, faremo, provvederemo.  Da subito sono necessari i fatti, che sono rappresentati da iniziative concrete e interventi operativi ad horas. Che sinora sono mancati del tutto, a dimostrazione di una assoluta inadeguatezza di tutti quegli amministratori ai quali spetta provvedere e agire. La sicurezza non ammette e non perdona né ritardi né verbose scusanti.

Inoltre, a parte la incolumità e la serenità di tutti coloro che operano e “vivono” nelle nostre scuole, non è in alcun modo giustificabile e tollerabile che anche i familiari degli alunni, e insieme a loro tutta la città, debbano vivere ogni giorno in costante e logorante ansia e si debbano tranquillizzare solo quando i loro ragazzi tornano a casa sani e salvi.

Può una città come Aversa ancora consentire di essere affidata in un settore così importante e vitale nelle mani di coloro che sono rimasti inerti e che hanno dimostrato e dimostrano tutta la loro inadeguatezza?  Forse ci sono ostacoli ad intervenire dovuti a veti di qualcuno che più o meno sottobanco governa la maggioranza dell’attuale amministrazione?

Pasquale D’Aniello – Studente Liceo Scientifico – E. Fermi Aversa