Maxi rissa ad Aversa, ombre sulla gestione della movida: quando il controllore coincide con il controllato
La violenta rissa scoppiata nella tarda serata di Natale, in pieno centro ad Aversa, nei pressi del noto locale “Cantine Italiane”, non può essere archiviata come l’ennesimo episodio isolato di malamovida. Una trentina di giovani, secondo quanto documentato da numerosi video circolati sui social, si sono affrontati utilizzando sedie e tavoli come armi, trasformando una zona della città in un vero e proprio campo di battaglia.
Solo l’arrivo di ben cinque auto tra polizia e carabinieri e , a quanto pare, del sindaco e di Oliva, ha posto fine alla guerriglia urbana. Fortunatamente non si registrano feriti gravi, ma restano contusi e una lunga scia di interrogativi. Le forze dell’ordine hanno proceduto all’identificazione di diversi soggetti e stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza.
Questo grave episodio assume un peso politico rilevante se inserito nel contesto amministrativo cittadino. Il locale davanti al quale si è consumata la rissa è infatti riconducibile al consigliere comunale Raffaele Oliva, delegato dal sindaco proprio alla gestione della movida e del commercio. Una circostanza che configura un evidente conflitto di interessi-più volte denunciato da questo sito-e che appare oggi ancora più grave alla luce dei fatti. Peraltro, va ricordato che anche l’ anno scorso, in occasione del Natale , si verificò un’analoga e violenta rissa sempre davanti allo stesso locale.
Come anche in molti hanno segnalato, compreso la segretaria comunale dimessasi di recente, il consigliere Raffaele Oliva ha partecipato alla redazione e al voto del regolamento comunale che disciplina la movida , gli spazi esterni e gli orari dei locali, nonostante la sua diretta posizione di operatore del settore. Un regolamento che, nei fatti, sembrerebbe applicato in modo tutt’altro che uniforme.
Da tempo, infatti, è stato segnalato come il locale in questione ( ma anche altri) occupi spazi ampiamente superiori a quelli consentiti e in assenza di ogni e qualsiasi controllo. Sempre a proposito della movida, a quanto sarebbe emerso , nonostante infrazioni riscontrate, non risulterebbe mai essere stato adottato il provvedimento più severo previsto: la chiusura temporanea dell’attività.
Assordante è il silenzio del sindaco, che a tutt’oggi ha omesso di intervenire sia sul piano politico sia su quello amministrativo, lasciando irrisolta una situazione tanto delicata quanto intollerabile.
La rissa di Natale, dunque, non è solo un fatto di cronaca nera. È il sintomo di una gestione della movida che appare fuori controllo, segnata da ambiguità politiche, mancanza di vigilanza e assenza di equità nell’applicazione delle regole.
In una città che chiede sicurezza, rispetto delle norme e tutela dei residenti, è lecito domandarsi se chi, per decisione del sindaco, governa la movida possa davvero continuare a farlo, visto che allo stesso tempo è parte in causa.
Però, il tempo delle spiegazioni è ormai scaduto. Ora servono atti concreti, trasparenza e controlli uguali per tutti. Nessuno escluso. E, in mancanza di interventi della politica e dell’amministrazione, resta da sperare che sulla situazione ricada l’attenzione delle forze dell’ordine e/o dell’autorità giudiziaria.
Non è più tollerabile un sistema che sembra costruito su misura per garantire chi siede nelle stanze del potere, mentre cittadini e residenti pagano il prezzo più alto in termini di sicurezza, vivibilità e rispetto delle regole. E il tutto nel silenzio del sindaco Mata-cene. Un silenzio che pesa come una corresponsabilità politica: nessuna presa di distanza, nessun atto formale, nessuna segnalazione a chi di dovere, nessuna revoca di deleghe. Nulla, malgrado questa rissa di Natale sia solo l’ennesimo segnale di una città lasciata allo sbando nelle ore serali e notturne, dove le regole valgono per alcuni e non per altri, e dove il controllore coincide con il controllato.