L’angolo di un ex salotto della città ridotto a discarica
Nell’angolo all’inizio di via Seggio, una strada un tempo salotto della città, troneggia da un anno un’installazione involontaria: un piccolo cumulo di residui edilizi, un vaso di plastica con terra e i resti esangui di un alberello che ha già dato tutto, più una selezione di oggetti plastici di dubbia identità. Un’opera contemporanea, verrebbe da dire, se non fosse che nessuno l’ha mai inaugurata, né tantomeno rimossa.
Dopo i festeggiamenti per il compleanno del sindaco Franco Mata-cene, all’esito dell’ultimo consiglio comunale, pare doveroso brindare anche a loro: ai materiali resistenti, tenaci, dimenticati. Compiono un anno di onorato abbandono, ancora lì, fedeli all’angolo che li ospita, ormai diventato la loro casa, e all’indifferenza che li conserva.
In un’epoca in cui tutto è usa e getta, loro no: persistono. Non chiedono molto, solo una seconda vita o almeno una prima rimozione. Nel frattempo, restano lì, simbolo plastico (in tutti i sensi) di una amministrazione che promette, rimanda e, soprattutto, dimentica, anche se riscuote mensilmente.
Buon compleanno. Che il prossimo anno porti loro ciò che ancora manca: qualcuno che se ne accorga e li rimuova. Però, a pensarci bene, se succede, sarà un peccato, dopo avere sofferto freddo e pioggia, andarsene da lì con la primavera e il caldo in arrivo e quel sito ormai diventato un comodo rifugio. Ad Aversa, oltre agli aversani, anche i rifiuti sono costretti a vivere solo di speranza. Comunque, non li abbiamo festeggiati con una bella foto.
Nell’angolo all’inizio di via Seggio, una strada un tempo salotto della città, troneggia da un anno un’installazione involontaria: un piccolo cumulo di residui edilizi, un vaso di plastica con terra e i resti esangui di un alberello che ha già dato tutto, più una selezione di oggetti plastici di dubbia identità. Un’opera contemporanea, verrebbe da dire, se non fosse che nessuno l’ha mai inaugurata, né tantomeno rimossa.
Dopo i festeggiamenti per il compleanno del sindaco Franco Mata-cene, all’esito dell’ultimo consiglio comunale, pare doveroso brindare anche a loro: ai materiali resistenti, tenaci, dimenticati. Compiono un anno di onorato abbandono, ancora lì, fedeli all’angolo che li ospita, ormai diventato la loro casa, e all’indifferenza che li conserva.
In un’epoca in cui tutto è usa e getta, loro no: persistono. Non chiedono molto, solo una seconda vita o almeno una prima rimozione. Nel frattempo, restano lì, simbolo plastico (in tutti i sensi) di una amministrazione che promette, rimanda e, soprattutto, dimentica, anche se riscuote mensilmente.
Buon compleanno. Che il prossimo anno porti loro ciò che ancora manca: qualcuno che se ne accorga e li rimuova. Però, a pensarci bene, se succede, sarà un peccato, dopo avere sofferto freddo e pioggia, andarsene da lì con la primavera e il caldo in arrivo e quel sito ormai diventato un comodo rifugio. Ad Aversa, oltre agli aversani, anche i rifiuti sono costretti a vivere solo di speranza. Comunque, noi li abbiamo festeggiati con una bella foto.
