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Nel consiglio comunale di ieri la maggioranza ha dato l’ennesima prova della sua eterea inconsistenza e, navicella ondeggiante e senza nocchiere, si è sciolta, franando e rovinando su sé stessa come una crem caramell impazzita. Dopo la lettura del libro dei sogni, o meglio dei “vaneggiamenti” del sindaco sulle sue linee programmatiche (sulle quali quanto prima faremo gli opportuni commenti), quando è iniziata la discussione per il conferimento della cittadinanza onoraria e della cittadinanza benemerita alle due persone proposte dalla commissione cultura, gran parte della maggioranza se l’è data a gambe levate; è quindi, venuto meno il numero legale, la seduta è stata sciolta. Che inconsistenza, che figura miserrima e che affronto allo stesso presidente del Consiglio, che, proprio lui, aveva portato la proposta all’esame dell’assise, lo zanniniano (momentaneamente) di ferro Giovanni Innocenti. In chiusura del consiglio, poi, c’è stata anche una crisi furente della consigliera Federica Turco, che si era affannata a sostanzialmente intestarsi la richiesta di cittadinanza onoraria al generale Pietro Angioni.
La fuga della maggioranza e le perplessità e i dubbi dell’opposizione, come ha chiarito l’intervento della consigliera Imma Lama, hanno in effetti riguardato, anche se non espressamente detto, la sola eventuale concessione della cittadinanza benemerita al dr. Salvatore Vendemmia, pediatra. Riserve, per la verità, che erano emerse già in Commissione, tant’è che la proposta è giunta in aula con tre voti favorevoli e due astensioni dei cinque suoi componenti. Un’astensione, però, che in tali casi equivale a sostanziale contrarietà, dato che per garbo istituzione non è “elegante” e quindi non si preferisce dare un esplicito voto contrario per non “infierire” sull’esaminando. Tale situazione, perciò, avrebbe consigliato una ponderata e saggia riflessione o quanto meno la scelta di portare all’esame dell’aula la sola candidatura di Angioni. Tanto più che la indicazione di Vendemmia aveva suscitato corpose rimostranze anche di parti significative della città e della stessa stampa, che addirittura aveva espressamente chiesto di sostituire quel nome e di portare al vaglio della commissione altri nominativi di pediatri. Ma, evidentemente, esigenze elettoralistiche e/o amicali e forse le stesse insistenze dell’interessato hanno offuscato la mente di coloro che si sono intestarditi a volere portare lo stesso quel nome all’esame dell’aula. Ora, dato quanto si è verificato e stante l’aperta contrarietà dell’opposizione e di una parte della stessa maggioranza, sarà necessario un sostanziale e prudente ripensamento. Infatti, il conferimento di queste onorificenze non può che trovare, e deve trovare, il consenso unanime dell’intero Consiglio comunale e lo stesso sostanziale riscontro nella cittadinanza. Se non vi sono queste indispensabili condizioni, sempre ricorrenti nel lontano e nel recente passato, che devono pertanto avere un sentito ma corale significato, è quanto mai opportuno, se non necessario, passare la mano. Si eviterà così anche di non compromettere ingiustificatamente la credibilità della persona che, malgrado ogni evidenza contraria, si vorrebbe premiare.
Imma Lama – Consigliere FdI