“Alle spalle del municipio, la villa comunale versa nel degrado totale, la piccola area giochi per i piccoli e una giungla di pericoli, ho portato ieri il mio nipotino, sono dovuta scappare, bottiglie di vetro rotte e cocci dappertutto, lattine, contenitori vuoti e sporcizia, sono rimasta inorridita, Aversa versa in queste condizioni anche per quanto riguarda il parco Pozzi e la piazza mercato, tutto è lasciato nell’abbandono totale, potrei anche poi dire delle auto ferme dovunque in prima, seconda, terza fila, sui marciapiedi, ma questo è un altro argomento, spero che qualcuno prenda in carico la questione, saluto cordialmente. P.S. fatelo per i bambini, che sono il futuro, grazie”. E’ questo il post che la signora C. M. ha pubblicato non questa mattina ma ben sette giorni fa in uno dei più accorsati gruppi facebook di Aversa. Un post che ci ha colpito profondamente: il richiamo ai bambini che non possono giocare è di una grande tenerezza.
A proposito dei bambini e della mancanza di aree dove giocare, registriamo l’intervento provocatorio di ieri di Pasquale D’Agosto de “La politica che serve”: “Visto lo stato di degrado dell’area giochi del Parco Pozzi, continuamente denunciata dai cittadini sui social e ignorata dall’amministrazione comunale, vogliamo rendere tutti partecipi di come sopravviviamo ad una città che non investe sulle future Generazioni. Il Parco Pozzi è la punta dell’iceberg, visto che ci sono gli altri parchi chiusi e l’area giochi di via Riverso nel degrado. Cosa devono fare gli aversani per far giocare i bimbi? Andare fuori e perciò condividiamo il giro abituale che fanno alcuni aderenti al movimento che hanno bimbi piccoli. Il lunedì a Lusciano, il martedì al Parco Lepre di Cesa, il mercoledì al Parco Jumanji a Succivo, il giovedì a Casaluce, il venerdì a Giugliano (zona Polizia di Stato). Non chiediamo la luna ma solo aree giochi e spazi dove i bambini possano stare in sicurezza. Qui invece pensano solo a incarichi, poltrone e cemento”.
Qualche giorno fa siamo stati nella villa comunale di Aversa ed abbiamo fotografato il degrado assoluto nel quale essa è precipitata. La signora C.M. ha segnalato le pessime condizioni in cui versa l’area giochi, noi segnaliamo che, dal lato di piazzetta don Diana, i sampietrini risultanti dal disfacimento del marciapiede possono diventare delle vere e proprie armi nelle mani dei tanti giovinastri e bande di delinquenti che frequentano il luogo, mettendo a rischio anche l’incolumità degli ignari passanti.
Nei commenti la signora ha anche detto di aver inviato una mail di segnalazione al Comune. Ha fatto bene, mostrando grande senso civico, ma i nostri Amministratori, proprio in questi giorni impegnati sul Comune a far quadrare il cerchio dell’ennesima crisi politica, hanno bisogno della segnalazione per venire a conoscenza dello stato di abbandono in cui versa la villa comunale? Nei commenti c’è stato anche chi si è rivolto direttamente all’Assessore all’Igiene Urbana: “Eufrasia Cannolicchio può accogliere l’educata segnalazione della signora del post? Confidiamo in lei. Ps. A titolo collaborativo mi permetto di suggerire l’installazione di telecamere, almeno di notte. A Bacoli è già una realtà da tempo”. Tanti i commenti al post, nessun amministratore è intervenuto. Eppure non c’è Consigliere di maggioranza o Assessore che ogni giorno, o affacciandosi dalle stanze del Municipio o passando da lì a piedi o con la macchina, non si accorga del degrado in cui è stata lasciata la villa comunale: dei bei viali, della stupenda cassa armonica in stile liberty, del monumento a Pietro Rosano (è stata anche asportata una parte del cancello di protezione) non restano che le ombre di se stessi, tutto trascurato, tutto lasciato all’incuria: un paesaggio rassegnato, sembriamo ormai il fantasma della vivace e laboriosa città che appena qualche decennio fa guardava con ottimismo e fiducia l’avvicinarsi del Millennio della fondazione. “Che saremo mai nel 2025 a pochi anni dallo storico traguardo?” – era la domanda ricorrente che molti di noi si facevano. Sta arrivando la risposta che meno ci si aspettava…
di Nicola De Chiara