Mata- cene all’ergastolo !
Il Sindaco Franco Mata-cene ricopia una vecchia ordinanza delle passate amministrazioni e dichiara guerra all’invasione botanica: finalmente il nemico è stato identificato. Non la criminalità, non il degrado urbano,non la movida selvaggia, non i servizi che non funzionano. No. Il vero pericolo per la citta’ sono i gerani sporgenti e i rami ribelli delle bouganville e degli oleandri condominiali.
Chi non falcia, paga. Chi non pota o non innaffia viene denunciato penalmente. Chi osa lasciare l’aiuola in disordine, rischia direttamente la gogna mediatica. Una linea dura, inflessibile. Tipo quella che si dovrebbe usare per combattere il vergognoso degrado urbano… se solo valesse anche per il verde pubblico.
Appunto, nel frattempo il verde pubblico? Ah, quello può marcire in pace: i marciapiedi trasformati in foreste, le rotonde diventate pascoli per greggi di pecore, gli alberi comunali che minacciano d’infilzare i passanti. Ma su questa emergenza silenzio tombale. Mata-cene la considera una nuova forma di “rinaturalizzazione urbana”. O forse è solo incuria? Ma no, sicuramente è arte contemporanea da proporre per la candidatura a città della cultura.
Ordinanze a raffica per i cittadini, ma nessuna autocritica per un anno di manutenzione latitante, tranne quella fatta in questi giorni a beneficio di slogan, video e selfie con sorridenti consiglieri comunali inclusi. I quali anche per questa ultima ordinanza si sono scatenati sui social per magnificare interventi della più banale ordinarietà. Addirittura, anche la supersfiduciata Olga Diana, la sterminatrice del verde aversano, ormai degradata a comparsa assessoriale, ha esultato pubblicando con orgoglioso compiacimento l’ordinanza di Mata-cene, che, unica consolazione per lei, l’ha sostituito nel settore con risultati quasi pari allo zero.
Perché, quando si fallisce disastrosamente nella gestione del verde pubblico, l’unica cosa che resta da fare… è multare quello privato?
Già si intravede la prossima misura: droni spia sui balconi per verificare la simmetria dei vasi. E per chi non ha innaffiato le piante? Confisca del terrazzo e lavori forzati nell’ex verde comunale, quello abbandonato da questa disastrosa e ridicola amministrazione.
Ma tranquilli,il sindaco ha tutto sotto controllo. Solo che, invece del tosaerba, ha in mano un manganello normativo e una scopa rotta. E la usa contro i cittadini, mica per spazzare il degrado. Quello, evidentemente, è patrimonio municipale.
Ma ignora Mata-cene, artefice e cantore melodico del degrado cittadino, che, usando lo stesso metro sanzionatorio che ha adottato per gli aversani, a lui, responsabile dello sterminio del verde cittadino, dovrebbe essere riservato l’ergastolo?
Cari concittadini, pretendiamo a gran voce una bella ordinanza contro le ordinanze civette e ipocrite, e magari regaliamo a Mata-cene un bene affilato tagliaerba anche per il senso del ridicolo.