Il sindaco che ha scoperto solo ora come funziona la città. Applausi.

A distanza di un anno dall’ insediamento della nuova amministrazione comunale, ci ritroviamo una città annichilita, immobile, spenta. “Ora ho capito i meccanismi”, dice il sindaco Franco Mata-cene. Bene. Un anno per trovare l’interruttore. Complimenti. La città, ingannata, pensava di eleggere un sindaco, non un apprendista stregone che scopre il manuale delle istruzioni solo dopo un anno. Le promesse mirabolanti? I progetti pronti? I cambiamenti immediati? Tutto evaporato nel caldo estivo dell’autoindulgenza. Ma in campagna elettorale, il sindaco non era convinto di avere già la soluzione per tutto? Parlava di efficienza, sburocratizzazione, rinascita urbana, bla,bla, bla.
E poi, egregio metasindaco Mata-cene, mesi orsono non avevi definito “inadeguata”la tua giunta(giudizio condiviso da tutti) , promettendo un cambio di passo, anche se poi alla prova dei fatti hai riconfermato  tutta l’allegra e assai  discutibile compagnia? Forse perché sei convinto che l’inadeguatezza, quando è ben distribuita, diventa coerenza ?  Eppure, appena qualche giorno fa Giampaolo Dello Vicario, il coordinatore di Forza Aversa, che conta quattro consiglieri di maggioranza, ancora una volta ha ribadito che così non si puo più andare avanti e che “bisogna cambiare passo”. Proprio come qualche mese fa aveva più volte detto la consigliera Adele Ferrara, invocando una giunta qualificata. Proprio come ha detto anche lo stesso Mariano D’amore, l’assessore al bilancio voluto da te e che ora ti ha lasciato sbattendo la porta e accusandoti sostanzialmente di “vigliaccheria” politica ( “ci voleva più coraggio”, ti ha rinfacciato).  E allora ? Allora tu apri un blog, senza contraddittorio, senza domande vere e parli da solo, ti rispondi da solo, e ti assolvi da solo. Un monologo. Da teatrino. E ci racconti che finalmente stai “capendo i meccanismi”, che “ci vuole tempo”, che “il personale è poco”. Bene, complimenti per la tua proverbiale vivacità!
Ma, Matacè,  tutto non ti era tutto già noto in campagna elettorale? O forse non te lo avevano spiegato? O forse avevi detto che avevi capito, ma in effetti non avevi capito un bel nulla? Non sei stato forse tu, dopo essere stato scelto dal consigliere regionale Giovanni Zannini, a presentarti come il candidato del cambiamento, colui che avrebbe “sburocratizzato, rilanciato, riattivato” questa città? E ora, con un blog e qualche post autocelebrativo, credi di assolvere te stesso e archiviare un anno di nulla?
Le scuse sono ammissibili se precedute da autocritica vera e seguite da atti seri e concreti, idonei a fronteggiare adeguatamente i gravi problemi di questa città. Ma ora registriamo solo giustificazioni e autoassoluzioni. Nessuna assunzione di responsabilità reale. Nessun segnale forte. Solo la rassicurante narrazione di chi, dopo aver disatteso tutto, chiede ancora tempo. Ma il tempo è finito o, al massimo, durerà sin dopo le elezioni regionali.  La città ha bisogno di visione, decisione, capacità. E, soprattutto, di onestà politica: quella che impone di ammettere che le promesse mirabolanti erano vaneggiamenti o, peggio, sapevano già di slogan vuoti. Perché dire oggi “non sapevamo quanto fosse difficile” è un insulto all’intelligenza dei cittadini. La tua, allora,  non è leadership(in effetti non lo è mai stata , devi solo ringraziare l’uomo di Mondragone che, come l’uomo della pubblicità delle ananas Del Monte, ha detto sì ). La tua è pura improvvisazione coperta di parole. Sappi, allora, che un blog non governa la città. Una scusa non risolve un problema. E un selfie con gli operai che finalmente diserbano o innaffiano o spazzano non è un’opera pubblica.
Sindaco, se vuoi dire o scrivere qualcosa davvero utile nel tuo blog, gli aversani, soprattutto quelli pentiti (in pratica, lo sono tutti )ti offrono un’idea: le tue dimissioni. Sarebbe il primo gesto davvero concreto, coerente e apprezzato da tutta la città. Se un sindaco in un anno non è riuscito ancora a ben capirne il funzionamento, forse la città funziona meglio senza di lui.