Contrordine, compagni
Ah, come siamo fortunati ad assistere a questa nuova perla di pura efficienza amministrativa. È come una pièce teatrale che si svolge sotto i riflettori dei social e dei giornali, con il sindaco Franco Matacena e il suo – di fatto -fresco portavoce Nicola De Chiara, un duo che sa come mischiare dramma e incertezza, suspense, colpo di scena e lieto fine. Un perfetto mix di retorica da manuale e leggera confusione burocratica con melliflui sorrisi finali. La scena si apre con il nostro eroe, il sindaco Franco Matacena che – al grido di “efficienza, capacità e diligenza” – decide – come scrive De Chiara- di “pescare”, al ritorno delle feste natalizie, il 40% dei dipendenti assenti. Un colpo da maestro! E a raccontarlo, chi meglio di un portavoce che, con l’agilità di un ninja, trasforma, sul suo “Nerosubianco”, una notizia potenzialmente scottante in un comunicato che sembra più un manifesto pubblicitario corredato della foto di un Matacena sorridente più del solito? “Ritorno amaro ad Aversa”, titola il suo articolo, come se stesse parlando del ritorno di un vecchio amore, non della gestione di una questione delicata come la verifica delle assenze. Il tutto condito da un sapore di drammaticità degno di un film di serie B, che alza la posta in gioco – e magari la tensione – per poi sfociare, stamattina, in un finale da…“contrordine, compagni”, vale a dire, nel nostro caso, cittadini aversani Insomma, nella sostanza, si ricorre alla storica parola d’ordine tanto cara ai comunisti quando si accorgevano di avere comunicato ai militanti qualche castroneria. Perché, sì, proprio quando ci si aspetta una verifica seria e magari anche qualche azione concreta, il sindaco e il suo fido portavoce (nel frattempo, rigorosamente di corsa e trafelati) si affrettano a “smentire tutto”. “Nessuna anomalia”, “tutto a posto” di fatto sentenziano sorridendo, come se fosse normale che un sindaco, che di mestiere fa il commercialista – anche se, stando al suo F24, con ricavi parenti stretti del reddito di cittadinanza- non sappia contare le assenze e che non si sia doverosamente preoccupato di verificare le giustificazioni. Una piccola dimenticanza, probabilmente. Anzi, forse un gioco delle tre carte in perfetto stile amministrativo: “Ecco, vedete, nulla di grave, tutto ok, ma ricordiamo a tutti di rispettare le regole!”. E niente, tutti si mettono in riga. Ma a chi serve il rispetto delle regole quando si riesce a improvvisare un contrordine in tempo record? La questione non è tanto se le assenze fossero giustificate o meno, ma piuttosto se tutto questo “casino” pubblicitario fosse realmente necessario. Un sindaco, che a quanto pare ha il dono della contabilità, non si è preoccupato di verificare le presenze in modo serio e documentato? O forse era troppo impegnato a fare i conti con la sua traballante maggioranza che ha preso una piega troppo confusa? Soprattutto, quando si parla, come è stato testualmente scritto di assenze “senza giustificazione”, che fine ha fatto l’obbligo di attivare procedimenti disciplinari? Ma certo, perché passare dalla teoria alla pratica quando si può scegliere il colpo di scena a fine puntata? Insomma, alla fine, la domanda sorge spontanea: la notizia era vera o falsa? E, soprattutto, se fosse vera, che cosa farebbe il sindaco con questo tesoro di prove? La risposta, come sempre, è un po’ più sfumata. La vicenda rischia di essere un mistero nero, quello che inizia con titoli roboanti e finisce con una totale smentita che neppure il miglior sceneggiatore di soap opera avrebbe osato inventare. In fondo, si sa, l’amministrazione è come un grande palcoscenico, e i protagonisti sono sempre quelli che maldestramente tentano di recitare il copione che piace a loro.
Raffaele Silvestri