Il bullismo nelle scuole rappresenta una delle piaghe sociali più gravi e diffuse, con conseguenze devastanti non solo per le vittime, ma per l’intera comunità scolastica e sociale. Nonostante gli sforzi per sensibilizzare e contrastare questo fenomeno, il bullismo sembra ancora un problema difficile da arginare. Ma è d’obbligo conoscerlo a fondo per poterne capire cause e conseguenze.
Peter Paul Heinemann e Dan Olweus coniarono il termine “Bullying” per indicare un tipo di comportamento aggressivo e distruttivo, legato per lo più al mondo giovanile. Possiamo definire il fenomeno in esame come “un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare” (Fonzi, 1997). Secondo Dan Olweus, il bullismo è definibile come una forma d’oppressione, di prepotenza vittimizzante, in cui la vittima sperimenta ad opera di un coetaneo prevaricatore, una condizione di profonda sofferenza.
“Intenzionalità, persistenza, asimmetria e modalità d’azione” sembrano gli elementi che più di altri delineano i confini di questo fenomeno che esaminiamo:
– l’intenzionalità: il “bullo” mette in atto intenzionalmente dei comportamenti aggressivi con lo scopo di offendere l’altro e di arrecargli danno o disagio.
-La persistenza: sebbene anche un singolo episodio possa essere considerato una forma di bullismo, l’interazione bullo-vittima è caratterizzata da ripetersi di comportamenti di prepotenza nel tempo.
– L’asimmetria di tale interazione, fondata sul disequilibrio e sulla disuguaglianza di forza tra chi agisce e chi subisce, il quale, spesso, non è in grado di difendersi ( Zanetti, 2007).
– La modalità d’azione: che può essere diretto se costituito da attacchi aperti, fisici o verbali e indiretto o psicologico se caratterizzato dalla emarginazione, dall’esclusione e dalla maldicenza. a e svalutazione dell’identità.”
Negli ultimi anni sono state individuate e analizzate varie forme di bullismo:
bullismo indiretto: quando la vittima viene danneggiata nelle sue relazioni soprattutto con la divulgazione di calunnie e/o dicerie, si trova ad essere esclusa e isolata dal gruppo classe ad esempio;bullismo diretto: riguarda attacchi fisici o verbali diretti nei confronti della vittima; cyberbullismo o bullismo “telematico”: le azioni di bullismo si diffondono attraverso la Rete internet e quindi lo smartphone e, grazie alla enorme capacità dei Social network, delle chat, delle App di messaggistica, è possibile diffondere a una incredibile velocità, pettegolezzi, immagini o video imbarazzanti della vittima. Tutto questo, contrariamente a quello che si pensa, ha delle gravissime conseguenze sulla vita reale
Ma quali sono le conseguenze sia breve che a lungo termine per i bulli e per le vittime?
Per quanto riguarda il bullo, le conseguenze a breve termine sono: basso rendimento scolastico, disturbi della condotta per incapacità di rispettare le regole, difficoltà relazionali a scuola e in altri ambienti. Le conseguenze a lungo termine: peggioramento del rendimento scolastico, abbandono scolastico, comportamenti devianti e antisociali quali crimini, furti, atti di vandalismo, abuso di sostanze, violenza in famiglia e aggressività sul lavoro, oltre ad un senso di profonda solitudine.
Per quanto concerne la vittima, le conseguenze a breve termine sono: sintomi fisici quali mal di pancia, mal di testa, sintomi psicologici quali disturbi del sonno, incubi, ansia, problemi di concentrazione e di apprendimento, calo del rendimento scolastico, riluttanza nell’andare a scuola e svalutazione della propria identità. Le conseguenze a lungo termine ascrivibili all’esperienza traumatica sono: sintomi depressivi, comportamenti autodistruttivi/autolesivi, abbandono scolastico. Si possono manifestare, inoltre, insicurezza, ansia, bassa autostima, problemi nell’adattamento socio-affettivo, ritiro sociale ed anche nel caso della vittima, ed anche alla vittima un profondo senso di solitudine.
Molte volte, i comportamenti di bullismo vengono minimizzati, sia dagli altri studenti che dagli adulti. Frasi come “è solo un gioco”, “è solo una presa in giro” o “succede a tutti” possono nascondere il vero impatto del bullismo e ridurre la gravità della situazione. Questo rende difficile per la vittima riconoscere la necessità di chiedere aiuto e per gli adulti di intervenire tempestivamente.
Anche se le scuole dovrebbero essere ambienti sicuri per ogni studente, non sempre gli insegnanti e il personale scolastico sono adeguatamente formati per riconoscere e gestire episodi di bullismo. La mancanza di formazione specifica, l’eccessivo carico di lavoro o la semplice disattenzione possono impedire una gestione efficace del problema.
Per contrastare efficacemente il bullismo, è necessario un approccio che coinvolga tutte le componenti della società: la scuola, la famiglia, le istituzioni e la comunità. Alcuni passi che possono essere intrapresi includono:
Educazione e sensibilizzazione: Progetti educativi nelle scuole per sensibilizzare su cosa sia il bullismo, come riconoscerlo e come affrontarlo.
Supporto psicologico: Offrire alle vittime e agli stessi bulli supporto psicologico per comprendere e gestire le cause del comportamento.
Politiche scolastiche più severe: Applicare regole chiare e severe contro il bullismo, con un sistema di segnalazione sicuro e trasparente.
Collaborazione con le famiglie: Coinvolgere i genitori nella prevenzione e nella gestione del bullismo, in modo che siano consapevoli dei segnali e possano agire tempestivamente.
Uso della tecnologia: Strumenti digitali e piattaforme online che permettano di segnalare il bullismo in modo anonimo e sicuro.
Il bullismo nelle scuole, purtroppo, è un fenomeno difficile da estirpare completamente, ma con un impegno congiunto di educatori, genitori, istituzioni e studenti stessi, si può ridurre notevolmente il suo impatto e garantire un ambiente scolastico più sicuro e sano per tutti.