L’intervento sul IL MATTINO di oggi
Aeroporto di Grazzanise realismo oltre gli annunci
Pasquale Giuliano*
Per molti anni l’aeroporto di Grazzanise è stato il simbolo di un’infrastruttura evocata più che progettata. Oggi, però, il quadro è leggermente diverso. Attorno allo scalo esiste finalmente un percorso istituzionale, con studi preliminari e un confronto tra le amministrazioni competenti. È certamente un passo avanti rispetto al passato, ma non equivale all’annunciata prossima nascita di un aeroporto civile.
È importante evitare due estremi: continuare a presentare Grazzanise come un’opera quasi pronta a decollare oppure liquidare il progetto come una semplice promessa destinata a rimanere tale. La realtà, come spesso accade, è più complessa e, soprattutto, refrattaria alle narrazioni: Grazzanise è un’idea che deve ancora diventare un progetto. Uno studio di fattibilità rappresenta solo una fase preliminare del percorso progettuale, ma non equivale alla decisione di realizzarlo. Serve infatti verificare se un’infrastruttura possa essere costruita e a quali condizioni ma, con tutta evidenza, non sostituisce un progetto, non individua automaticamente le risorse economiche, non risolve i complessi e labirintici ostacoli amministrativi e non definisce le articolate intese istituzionali. In sostanza, serve solo ad aprire un tavolo di confronto istituzionale.
Oggi non esiste ancora un piano che stabilisca utilità, tempi, costi, modalità di realizzazione e sostenibilità economica dell’aeroporto. Senza questi elementi è difficile, se non impossibile, valutare quanto il progetto possa essere realmente vicino all’avvio di una fase operativa. Uno degli argomenti più ricorrenti è che Grazzanise dovrebbe contribuire ad “alleggerire” il traffico di Napoli. È un obiettivo che, in linea teorica, può avere una sua logica, soprattutto considerando la crescita del trasporto aereo negli ultimi anni. La questione, però, non è soltanto decongestionare Capodichino. Occorre capire quale funzione dovrebbe svolgere il nuovo scalo e come inserirlo all’interno del sistema aeroportuale regionale – composto da Capodichino e Pontecagnano – senza creare sovrapposizioni o dispersione di risorse. Un aeroporto non diventa necessario e competitivo semplicemente perché un altro potrebbe avvicinarsi alla saturazione, secondo gli scenari previsionali. Servono collegamenti efficienti, un’agevole accessibilità, servizi, un modello gestionale credibile e, soprattutto, la capacità di attrarre vettori e un mercato disposto a utilizzarlo.
La presenza dell’Aeronautica Militare, poi, continua a rappresentare il principale elemento di complessità. Un utilizzo duale (civile e militare) è certamente possibile sotto il profilo tecnico, come dimostrano altri aeroporti italiani. Tuttavia, come è ovvio, ogni situazione presenta caratteristiche proprie e, in questo caso, sarà necessario trovare un equilibrio tra esigenze operative, traffico commerciale, attività militari e i connessi vincoli di sicurezza.
È proprio quest’ultimo aspetto a rendere il percorso più delicato rispetto a quanto spesso emerge dal dibattito pubblico. Lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiarito che il percorso dovrà svilupparsi “con responsabilità e realismo”, subordinando qualsiasi evoluzione alla piena compatibilità con le necessità dell’Aeronautica Militare. In altre parole, il Governo non ha assunto alcuna decisione definitiva sulla trasformazione dello scalo, ma ha soltanto aperto una prudente fase di valutazione tecnica e istituzionale.
Un altro tema non meno importante riguarda la domanda effettiva. Le previsioni di crescita del traffico rappresentano scenari elaborati sulla base di determinate ipotesi, che, naturalmente, non sono garanzie. Perché un aeroporto possa sostenersi nel tempo servono compagnie interessate a investire, un bacino di utenza sufficiente e una rete di collegamenti terrestri – magari, anche ferroviari – che renda lo scalo facilmente raggiungibile. Senza questi presupposti, il rischio è quello di realizzare un’infrastruttura sottoutilizzata, con costi di gestione elevati e poco sostenibili e benefici inferiori alle aspettative.
Negli ultimi mesi il dibattito ha assunto un tono più concreto. Si parla più di verifiche tecniche, di confronto tra istituzioni e di possibili scenari. È un cambiamento positivo che, però, non può e non deve trasformarsi in un’anticipazione di risultati che – tuttora molto lontani – devono ancora essere raggiunti. Le decisioni realmente importanti sono ancora in mente Dei: la definizione del progetto, la copertura finanziaria, la soluzione delle questioni militari, l’accoglienza del mercato, il modello gestionale e la valutazione della sostenibilità complessiva. Solo dopo questi passaggi indispensabili sarà possibile capire se Grazzanise diventerà davvero un’infrastruttura strategica oppure resterà una possibilità rimasta sulla carta.
Oggi sarebbe inesatto affermare che intorno a Grazzanise non esiste nulla. Un percorso è stato avviato e merita di essere seguito con attenzione, fiducia e determinazione. Sarebbe però altrettanto inesatto, se non avventato, sostenere o pubblicizzare che il progetto è ormai avviato, addirittura, si trovi già in una fase operativa.
Tra uno studio meramente preliminare e un aeroporto da progettare esiste una distanza molto considerevole, fatta di decisioni tecniche, investimenti, intese istituzionali, autorizzazioni e verifiche. Per questo motivo il giudizio dovrebbe restare prudente. Il successo o il fallimento dell’iniziativa non dipenderanno dagli annunci o da ingiustificati e ingiustificabili eccessi di entusiasmo, ma dalla capacità di trasformare un’ipotesi in un progetto concreto, sostenibile e realmente utile al sistema aeroportuale campano.
Si eviti quindi quello che sembra un gioco di specchi: si parla di un aeroporto che non c’è, per giustificare comunicati che suscitano attese che non portano a nulla, ma – ci si augura di no, naturalmente – che potrebbero sfociare in cocenti delusioni. Insomma, Grazzanise è più di un annuncio, ma, purtroppo, ancora lontano da un aeroporto.
*Già Senatore della Repubblica
e Sottosegretario alla Giustizia