Egregio Signor Sindaco

Egregio Sindaco,

approfitto di una recente passeggiata, condivisa con un collega del nord, per riflettere e condividere con lei la delusione che ho provato constatando l’involuzione della vita sociale e culturale della nostra città.

Mi chiedo se, nel presente o nel recente passato, qualche amministratore abbia mai intrapreso una passeggiata tra le vie cittadine, non per dovere, ma per il piacere di riscoprire il potenziale di quella che un tempo fu una “città d’arte”. Una città di “nobile origine”, rinomata per il suo straordinario patrimonio storico e culturale, reso grande dall’impegno e dall’amore di cittadini di immenso valore etico e culturale.

Aversa, che un tempo rappresentava un motivo di orgoglio per tutti noi, oggi sembra aver smarrito quel prestigio. Durante le mie rare passeggiate, ho riscontrato una realtà desolante: parchi pubblici come il Parco Pozzi, che dovrebbero fungere da polmoni verdi, appaiono trascurati e privi di manutenzione; altri spazi verdi sono diventati “parchi fantasma”, inaccessibili per ragioni di sicurezza.

La bellezza degli alberi rigogliosi, dei vialetti curati e delle giostrine funzionanti è ormai un lontano ricordo, sostituito da un abbandono che colpisce al cuore. A ciò si aggiunge il disagio urbano che si vive quotidianamente nei percorsi principali, tra auto parcheggiate sui marciapiedi, rifiuti disseminati ovunque e cacche canine che rendono la passeggiata un’esperienza poco gradevole. Queste condizioni non solo compromettono la vivibilità, ma danneggiano anche l’immagine della città.

Città come Aversa, un tempo famose per la loro anima artistica e culturale, rischiano di trasformarsi in semplici “città dormitorio” o, peggio, in “città menu”. La proliferazione di pizzerie, fast food e ristoranti, spesso aperti senza una pianificazione adeguata, sta alterando l’equilibrio sociale e culturale del nostro centro storico.

Purtroppo, sembra essere mancato il coraggio di “amministrare”, lasciando che: l’assenza di regolamentazione mettesse a rischio l’integrità dei centri storici; l’accumulo di rifiuti e la cattiva gestione degli spazi pubblici deteriorassero la qualità della vita; l’omologazione dell’offerta commerciale impoverisse l’unicità della città; l’afflusso eccessivo di persone superasse la capacità delle infrastrutture cittadine.

Per preservare l’essenza della nostra città e invertire questa tendenza, è necessario: limitare le licenze per nuove attività commerciali nel centro storico, garantendo un equilibrio tra sviluppo economico e tutela del patrimonio; promuovere eventi, restauri e attività culturali per riportare Aversa al centro dell’attenzione artistica e storica; puntare su un turismo sostenibile, che valorizzi le tradizioni locali senza sovraccaricare le infrastrutture; coinvolgere i cittadini nella cura degli spazi pubblici e sensibilizzarli sull’importanza di preservare il patrimonio locale.

Aversa non può cedere alla tentazione di trasformarsi in un luogo di mero consumo. Dobbiamo lavorare insieme per restituirle il prestigio e l’unicità che merita, affinché possa tornare a essere uno spazio vivo e pulsante, in cui storia, cultura e tradizione convivano armoniosamente con le esigenze moderne.

La ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per ulteriori riflessioni o suggerimenti.

Con stima,

Tommaso Longobardi

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