Due pesi e due misure?La legge deve valere per tutti.

Due pesi e due misure? La legge deve valere per tutti

Ha suscitato una certa sorpresa l’intervento della Polizia di Stato e della Polizia Locale presso il gerontocomio “Sagliano”, all’interno del quale, secondo quanto contestato dalle autorità, sarebbero state esercitate attività di bar e ristorazione in assenza delle necessarie autorizzazioni, con intrattenimento musicale ad alto volume. L’operazione sarebbe scattata a seguito delle ripetute segnalazioni dei residenti, esasperati dai rumori protratti nel tempo. Al termine degli accertamenti è stata disposta la chiusura dell’attività contestata e il verbale è stato notificato al legale rappresentante della cooperativa incaricata della gestione dell’area verde e del servizio di ristoro all’interno del “Sagliano”, il quale, come è noto, è affidato alle cure della Caritas.
Al di là del merito della vicenda, colpisce il clima che l’ha accompagnata. Dopo una iniziale, generica e fumosa notizia,è calato un silenzio quasi imbarazzato. Una vicenda che, in altri contesti, avrebbe probabilmente alimentato un acceso dibattito pubblico è invece rimasta confinata a commenti prudenti, spesso allusivi, anche sugli stessi mezzi di informazione e sui social network.
Non sono mancate interpretazioni e ricostruzioni di vario genere. Tra queste, anche l’ipotesi — che resta tale e non trova conferme ufficiali — secondo cui le segnalazioni sarebbero state favorite da interessi concorrenziali di alcuni operatori della movida. Qualunque sia l’origine delle denunce, tuttavia, il punto centrale non cambia: se esistono violazioni, è dovere delle autorità verificarle e intervenire; se invece tali ipotesi sono infondate, è altrettanto giusto che venga chiarito.
L’aspetto più rilevante riguarda però un altro principio, fondamentale in uno Stato di diritto: la legge deve essere uguale per tutti. Né il prestigio di un ente, né la sua finalità sociale, né le relazioni istituzionali possono costituire motivo di attenuazione dei controlli o di indulgenza nell’applicazione delle norme. Chi opera nel sociale svolge un ruolo prezioso, ma proprio per questo dovrebbe essere il primo a dare esempio di pieno rispetto delle regole.
Lo stesso principio deve valere per tutte le attività economiche del territorio. Sarebbe auspicabile che analoghi controlli fossero effettuati con la medesima puntualità anche nei confronti di altri esercizi della movida nei quali vi siano fondati elementi per ipotizzare irregolarità amministrative o violazioni delle disposizioni vigenti, senza eccezioni e, soprattutto, senza riguardo all’identità dei gestori o ai loro eventuali rapporti con il mondo politico o amministrativo.
La credibilità delle istituzioni non si misura dalla severità di un singolo intervento, ma dalla sua imparzialità. Quando i controlli appaiono uniformi e privi di favoritismi, cresce la fiducia dei cittadini. Quando, invece, si insinua il sospetto che esistano zone franche o soggetti sottratti al medesimo rigore, il danno non riguarda soltanto chi viene controllato o chi ne resta escluso: si incrina il principio stesso di uguaglianza davanti alla legge, che costituisce il fondamento della convivenza civile.
Comunque, resta il fatto che a tutt’oggi la città è ancora in balia di una movida selvaggia e ancora in attesa di conoscere se e quando i controlli interesseranno anche ben noti locali che,evidentemente , sono considerati isole protette, visto che, malgrado evidenti violazioni , nessuno ufficio tenuto alla vigilanza vi e ‘ sinora approdato.