Comunicato Stampa
Aversa Capitale della Cultura? Per ora siamo la Capitale delle Porte Girevoli. A rimanere immobile solo la città e qualche assessore.
Dobbiamo dare atto al sindaco di essere un uomo dai record straordinari. In appena due anni di amministrazione, la sua giunta si è trasformata in una stazione ferroviaria, dove si fa giusto in tempo a timbrare il biglietto prima di andare via. A scappare invece sono i professionisti di livello. L’ultimo in ordine di tempo è il neo-assessore alla cultura Rufino: durata del mandato, appena sei mesi. Il tempo di capire dove si trovasse l’ufficio, guardarsi intorno e realizzare l’amara realtà.
La vicenda di Rufino, a ben vedere, è la fotocopia esatta di quanto accaduto un anno fa con l’altro assessore di fiducia del sindaco, quello al bilancio, Mariano D’Amore. Due storie identiche, due professionisti stimati che, messi di fronte a questa maggioranza, hanno scelto la stessa identica via d’uscita. Questi sono i classici casi in cui chi deve difendere la propria credibilità personale e professionale prende le distanze e scappa a gambe levate, rifiutando di farsi logorare da un contesto politico indifendibile.
Rufino se n’è andato dichiarando che ‘purtroppo sono venute meno le ragioni del suo mandato’. Un modo elegante per non dire quello che tutti in città ormai vedono: l’ambizioso sogno di candidare Aversa a ‘Capitale della Cultura’ si è scontrato con la dura realtà di una maggioranza con cui le persone di valore non riescono a convivere. Di fronte a questa fuga di cervelli, il Sindaco oltre a perdere pezzi, perde credibilità sociale e rischia di mortificare importanti relazioni umane. Sia chiaro, ora assisteremo al solito copione: daranno la colpa a Rufino, accusandolo magari di non aver organizzato i classici concertini neomelodici per l’estate aversana.
La cosa davvero curiosa, però, è che in questo vorticoso valzer di assessori, in cui tutti i tecnici di valore scappano, c’è un’unica certezza granitica, un vero e proprio monumento alla resilienza politica: il nostro Vicesindaco. Non importa che si parli delle pesanti responsabilità sulla gestione passata dei Grandi Eventi o di quella attuale sul Patrimonio comunale: lui resta lì, saldamente incollato alla poltrona. In una perfetta e grottesca riedizione del Gattopardo in salsa aversana, nella cerchia del sindaco tutto deve cambiare nelle apparenze, affinché nei posti chiave tutto rimanga esattamente com’è.
Dott. Mauro Baldascino