5 Progetti bocciati!!!!

Cinque progetti bocciati. Sette milioni di euro volatilizzati. Un altro capolavoro amministrativo di Mata-cene & company consegnato agli annali dell’incompetenza.

Mentre altre città intercettano fondi, programmano interventi e migliorano la qualità della vita dei cittadini, ad Aversa l’amministrazione Mata-cene continua a collezionare fallimenti con la puntualità di un orologio svizzero. Recupero delle aree urbane? Miglioramento della vivibilità? Aria più respirabile? Tutto respinto. Tutto perso. Come sempre.

Ormai questa amministrazione non governa: partecipa a una sorta di olimpiade della disfatta, conquistando medaglie d’oro nella disciplina della perdita dei finanziamenti. Un talento raro, quasi artistico. Dove c’è un’opportunità da cogliere, riescono nell’impresa di farsela sfuggire. Dove c’è una risorsa da ottenere, trovano il modo di lasciarla andare.

La domanda non è più come sia stato possibile perdere anche questi sette milioni. La vera domanda è: esiste un limite al peggio? Esiste una soglia oltre la quale persino chi amministra prova imbarazzo? Un sussulto di dignità? Un moto d’orgoglio che suggerisca, almeno per una volta, di fare le valigie e liberare Aversa da questa interminabile agonia ?

Perché mentre loro inanellano conferenze, comunicati e autocelebrazioni, la città sprofonda. Strade degradate, servizi carenti, sporcizia ovunque, traffico da incubo, occasioni mancate e cittadini sempre più esasperati. Una realtà che assomiglia ogni giorno di più a un territorio dimenticato, dove il futuro viene sistematicamente sacrificato sull’altare dell’approssimazione.

Eppure, nonostante i fallimenti in serie, nessuno, a cominciare dal sindaco ridens, sembra avvertire il peso della vergogna. Nessuno sembra rendersi conto che la pazienza dei cittadini è finita da tempo. La rabbia monta, il malcontento cresce e in ogni angolo della città si sente la stessa domanda: quanto ancora dovremo sopportare questa collezione di errori, figuracce e occasioni perdute?

Sette milioni persi non sono soltanto un numero. Sono parchi non manutenuti e zone verdi che non nasceranno, quartieri che non miglioreranno, aria che non diventerà più pulita, qualità della vita che continuerà a peggiorare. Sono il conto salato dell’inadeguatezza.

E quando il fallimento diventa metodo, l’incompetenza sistema e la mediocrità governo, forse il gesto più rivoluzionario che resta da compiere è uno soltanto: togliersi finalmente di mezzo.