Basta tolleranza: la città va restituita agli aversani. 

Basta tolleranza: la città va restituita agli aversani. Ora il Comune non può più tacere

L’operazione condotta dalla Polizia di Stato nella giornata di giovedì scorso, culminata – secondo quanto riportato dalla stampa – “in arresti, denunce e sanzioni a carico di gestori di locali”, rappresenta certamente un segnale importante e atteso. Un intervento che arriva dopo le preoccupate e reiterate proteste degli aversani, esasperati da una situazione che da troppo tempo appare fuori controllo. Ed è giusto riconoscere il valore di chi, in divisa, prova ogni giorno a ristabilire legalità e sicurezza in territori dove troppo spesso prevalgono rapine, violazioni di domicilio, violenza,abusi,arroganza e impunità. Tuttavia, sarebbe grave se questa operazione fosse un episodio isolato, utile magari a placare momentaneamente l’opinione pubblica. Il problema della sicurezza -e in particolare della movida selvaggia- non nasce in una serata o in una notte e non può essere affrontato con iniziative sporadiche. Serve continuità, presenza costante, coordinamento tra le forze dell’ordine e soprattutto la volontà politica di affrontare senza ambiguità una deriva che provoca angoscia in tutti i cittadini onesti.Quanto alla movida selvaggia, causa principale di violenza e malessere civico, è noto a tutti ciò che accade soprattutto nelle ore serali e nelle giornate comprese tra il giovedì e la domenica: strade trasformate in parcheggi abusivi, marciapiedi occupati, schiamazzi fino all’alba, alcol consumato senza controllo, musica assordante, vandalismi, violenze di ogni genere e risse che sempre più spesso finiscono per macchiare di sangue il selciato urbano. Una degenerazione che non riguarda singoli episodi ma un sistema tollerato troppo a lungo, davanti al quale residenti e famiglie si sentono ormai abbandonati. Ed è proprio questo il punto che lascia più esterrefatti: e zone maggiormente interessate sono conosciute da tutti. Le ha più volte elencate anche questo blog.anche se bene le conoscono i cittadini, gli operatori del settore; e molto bene le conoscono proprio il sindaco Matacena e l’amministrazione comunale. Eppure, di fronte a tanta illegalità, raramente si apprende di controlli sistematici, di chiusure temporanee, di revoche di autorizzazioni o di sanzioni realmente giunte a conclusione. Si ha spesso la sensazione che si preferisca convivere con il problema piuttosto che affrontarlo con decisione. Per questo motivo è indispensabile che i controlli vengano intensificati e svolti con regolarità, soprattutto nei giorni e negli orari più critici, attraverso un coordinamento stabile tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Asl e Inps. Perché il fenomeno non riguarda soltanto l’ordine pubblico e la sicurezza, ma anche il rispetto delle normative fiscali, sanitarie, amministrative e lavorative. Lascia inoltre perplessi il silenzio del consigliere comunale Raffaele Oliva, operatore del settore e – caso singolare – delegato dal sindaco ad occuparsi proprio di commercio e movida. Da chi ricopre un ruolo tanto delicato – ma anche dall’assessore competente-ci si attenderebbe una presa di posizione chiara, trasparente e soprattutto iniziative concrete per affrontare una situazione che ormai rappresenta una vera emergenza sociale e urbana. Tacere, in casi simili, di fronte ad una realtà che calpesta ogni principio e ogni norma, oltre al decoro, rischia di apparire come una forma di rassegnazione o, peggio ancora, di tolleranza. Naturalmente nessuno intende fare processi sommari. Gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole non hanno nulla da temere da controlli più severi; anzi, dovrebbero essere i primi a pretenderli, perché la concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità danneggia proprio chi investe seriamente e rispetta le normative.Ma se davvero si vuole restituire ordine, vivibilità e sicurezza alla città, allora occorre avere il coraggio di applicare fino in fondo ciò che la legge prevede. E sarebbe anche opportuno garantire maggiore trasparenza verso i cittadini, comunicando – nel rispetto delle norme – il numero degli esercizi sanzionati, la natura delle violazioni accertate e l’iter dei provvedimenti adottati. Perché la legalità non può essere soltanto annunciata: deve essere visibile, concreta e costante nel tempo.