Via Crucis e buche: il miracolo dell’asfalto last minute.
Sono le 16,50 e ad Aversa c’è qualcosa di profondamente spirituale nell’aria. No, non è solo la imminente processione della Via Crucis. È proprio un miracolo amministrativo. A poche ore dalla Via Crucis, nelle strade di Aversa sta accadendo l’impensabile: le buche vengono rattoppate, gli avvallamenti coperti, i dissesti – quelli che da mesi sembravano patrimonio UNESCO- improvvisamente spariscono. Addirittura si è anche data una sforbiciata alla villa comunale, ridotta da mesi a una lussureggiante giungla.
Però, non si sta intervenendo su tutti i dissesti, buche e avvallamenti. Né su quelli più pericolosi. Ma solo quelli che vedranno passare la processione. Gli altri? Rimangono lì, fedeli, come i cittadini. Perché la vera Via Crucis, quella quotidiana, non ha candele né canti. Ha sospensioni distrutte, slalom tra crateri, imprecazioni sussurrate a ogni buca in cui si sprofonda. È la liturgia laica dell’aversano medio: oggi non spacco la ruota, sia stra…fatta la tua volontà, o sindaco Mata-cene!
Il punto non è che si interviene. Il punto è che per mesi e mesi niente fondi, niente urgenza, niente interventi. Poi arriva la processione e per incanto l’asfalto appare, gli operai pure, e la città si ricorda di essere… una città.
Altro che resurrezione, qui si parla di asfalto miracoloso a tempo determinato.
Ma non è attenzione al cittadino. È attenzione al percorso. La città non viene sistemata. Viene truccata. Giusto il tempo della processione. Giusto il tempo delle foto. Giusto il tempo di far credere che qualcosa funziona.
Poi domani: le buche torneranno i rattoppi salteranno, gli avvallamenti sprofonderanno e la vera Via Crucis degli aversani riprenderà silenziosa, quotidiana, senza applausi. E senza miracoli. Sia fatta la volontà di Mata-cene e della sua ciurma. Amen!