La città pretende risposte chiare ed esaurienti
Con un intervento sul giornale “il Mattino” di oggi (clicca in calce), il consigliere comunale Mauro Baldascino ha sollecitato il sindaco Franco Mata-cene ad “un chiarimento pubblico e formale sulla tenuta e sull’autonomia dell’amministrazione”. L’attuale maggioranza, ha rilevato Baldascino, si è consolidata e opera grazie ai sei consiglieri che fanno riferimento, con in testa il presidente del consiglio Giovanni Innocenti, al consigliere regionale Giovanni Zannini – nei cui confronti, come è noto, pende una richiesta di arresto per gravi reati-, i quali sono determinanti per la sopravvivenza dell’amministrazione. A questo, ha precisato Baldascino, vanno aggiunte le circostanze delle dimissioni della segretaria comunale, di due assessori e degli opachi trasformismi vari sinora consumatisi. Mata-cene gli ha (non) risposto recitando il solito rosario “della legge, della legalità, della trasparenza” ed evocando un presunto e fantomatico “progetto civico…nell’interesse della città”.
Molto bene ha fatto Baldascino a riproporre la questione che, per la verità, questo Blog aveva sollevato con un analitico intervento del 3 gennaio scorso (per leggerlo, clicca il file in calce). Però, ancora una volta, è opportuno ribadire con fermezza e senza tema di smentite che questo sindaco, questa amministrazione, questa giunta sono stati “concepiti”, organizzati, “sistemati” e manovrati da Giovanni Zannini e che ora la città ha il diritto di conoscere con chiarezza quali siano le conseguenze politiche dopo le note vicende giudiziarie che lo stanno interessando.
Aversa, come abbiamo chiaramente fino ad ora gridato a voce spiegata, deve essere informata, a prescindere dall’esito giudiziario, su un nodo politico fondamentale e decisivo per il suo presente e il suo immediato futuro : il sistema di relazioni, alleanze, e fedeltà che ha governato e sta governando può ancora essere ritenuto legittimo, credibile e compatibile con il decoro delle istituzioni ?
Mata-cene ha scelto sinora di rifugiarsi nel silenzio- che è una sostanziale autoaccusa – e, da sacerdote della propria immagine, che ha trasformato il municipio in sacrestia e la città in parrocchia, per rispondere a Baldascino, si è affidato alla liturgia della parola evocando legalità, trasparenza e il clichè del “progetto civico” . Ma il progetto di chi, caro sindaco ? Quello di Zannini e dei suoi, visto che è stato lui a collocarti sulla poltrona insieme a tutti quelli che ora, immalinconiti e preoccupati, la stanno reggendo a fatica ? Su tutto questo, la città pretende chiarezza, risposte vere ed esaurienti e non litanie. Allora, è necessario un confronto pubblico, aperto, partecipato. Scendi dal pulpito e, se veramente, come hai affermato, “sei pronto a confrontarti con chiunque”, abbi il coraggio di accettare la sfida e apri su questa assai delicata vicenda un consiglio comunale aperto.
