Terzo Circolo salvato: ma scoppia la polemica

A proposito dell’accorpamento di alcuni istituti scolastici della nostra città, del quale avevamo segnalato ieri il comunicato del sindaco Mata-cene, con il quale se ne  attribuiva il merito, continua il suo tentativo  di disconoscere il risultato ottenuto solo grazie all’azione del consigliere regionale Marco Villano.

E, come sempre, anche in questa occasione, si rinnova il ricordo di Cetto Laqualunque.

Da “Il mattino” del 29/1/2026

È stato scongiurato il rischio di un nuovo accorpamento scolastico ad Aversa previsto dal Piano di dimensionamento regionale per l’anno scolastico 2026/2027. La Regione Campania ha rivisto l’ipotesi che avrebbe interessato il Terzo circolo didattico “Antonio Stefanile”, una decisione accolta positivamente dalle comunità scolastiche ma che ha acceso il confronto politico in città su responsabilità e meriti del risultato ottenuto. A sollevare l’allarme era stato il di- rigente scolastico Gennaro Vicario, che in una nota aveva evidenziato le ricadute negative che l’accorpamento avrebbe prodotto sul piano didattico, sociale ed educativo. Il Terzo circolo opera in un contesto complesso, con cinque plessi, un’alta presenza di alunni stranieri, numerosi studenti con disabilità e una significativa percentuale di minori provenienti da contesti di svantaggio socio-culturale. L’eventuale fusione avrebbe dato vita a un istituto articolato su otto plessi, con il rischio di indebolire il modello educativo basato su prossimità, inclusione e contrasto alla dispersione scolastica.

Sul piano politico, il Pd rivendica un ruolo determinante nell’esito della vicenda, attribuendo il risultato all’impegno del consigliere regionale aversano Marco Villano (nella foto), che ha portato la questione all’attenzione degli uffici regionali e promosso incontri istituzionali in Regione.

Dal Pd arriva anche la critica all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Matacena, accusata di non aver partecipato ai tavoli regionali su un tema ritenuto strategico per la città. Una ricostruzione che il primo cittadino respinge, rivendicando l’azione del Comune. «Non siamo di fronte a semplici numeri o a logiche amministrative – ha dichiarato ma a scuole di frontiera, veri presìdi di legalità, inclusione e coesione sociale».

Il sindaco sottolinea di aver rappresentato formalmente le istanze del territorio alla Regione e all’Ufficio scolastico regionale, parlando di un risultato frutto di una sinergia istituzionale che ha evitato ricadute pesanti sulla città.

li.fa.