Cari lettori, all’articolo di ieri, pubblicato anche sul mio profilo Facebook, la consigliera comunale Federica Turco ha risposto, sempre su Facebook, con la nota che riporto di seguito.
Caro Isidoro, ho letto la tua “riflessione”, e pur nel rispetto del diritto di critica e di cronaca, non posso non rilevare come ormai si sia superato il confine dell’analisi per entrare in una narrazione pregiudiziale, costruita a prescindere dai fatti e dalle responsabilità accertate.
Aversa non ha bisogno di processi sommari, né di patenti morali distribuite dall’alto.
Chi scrive e racconta questa città dovrebbe porsi come saggio, non come giudice che emette sentenze politiche prima ancora che amministrative o giudiziarie.
Gli episodi di violenza vanno condannati senza ambiguità e affrontati con rigore. Ma va anche detto, con onestà intellettuale, che episodi gravi purtroppo si verificano ovunque (e non deve essere letto come una giustificazione ovviamente!) e sicuramente non è dovuto al colore politico e alla bravura di questa o quella amministrazione.
E noi? Anziché stigmatizzare con forza quanto accaduto e fare fronte comune come comunità, scegliamo di trasformare ogni fatto di cronaca in un’occasione di attacco politico.
Va bene l’ironia, va bene la satira, va bene anche la critica dura. È il sale della democrazia e fa bene a chi amministra, a chi governa, perché è da stimolo. Ma a volte, caro Isidoro, si ha la percezione di cadere in eccessi.
La città ha scelto democraticamente i propri rappresentanti, e quella scelta merita rispetto.
La legalità si tutela con i controlli, con gli atti e con il lavoro quotidiano delle istituzioni e delle forze dell’ordine, non con il giustizialismo mediatico né con ricostruzioni orientate.
Criticare è legittimo. Farlo sempre e comunque, contro gli stessi bersagli, rischia di diventare altro.
Soprattutto quando arriva da chi ha i capelli bianchi, e dovrebbe in ogni caso contribuire a scelte sagge, ad aiutare una comunità a crescere, non a distruggere.
Buone festività Natalizie e buon compleanno (Facebook mi ricorda che è oggi)😘
P.S. Ieri il Sindaco è intervenuto personalmente, allertando le forze dell’ordine, per far sanzionare alcune auto parcheggiate sui marciapiedi e contromano. Mentre si concludeva l’operazione, a pochi metri di distanza si è verificata una breve rissa, durata appena un minuto. Grazie alla presenza della polizia e all’intervento tempestivo di due pattuglie dei carabinieri, la situazione è stata immediatamente riportata sotto controllo e sono state raccolte informazioni utili per identificare i giovani coinvolti. La tranquillità è così tornata a regnare su via Roma.
Rispetto alla questione, il Sindaco ha già predisposto una nota da sottoporre all’attenzione del Prefetto.
Quello che segue è il mio riscontro all’intervento di Federica Turco.
Cara Federica,
ti ringrazio per il tono garbato e per gli auguri, che ricambio volentieri. Quanto al resto, permettimi di fare qualche piccola precisazione, senza bisogno di distribuire “patenti morali”, che sinceramente non ho mai considerato e mai ambito a rilasciare.
Non credo di aver celebrato alcun “processo sommario”, non avendone né la veste, né l’autorità, né la pretesa. Ho semplicemente fatto, come al solito, qualcosa di più banale e, temo, più fastidioso: ho messo in fila fatti, ruoli e responsabilità politiche. Se oggi tutto questo viene scambiato per “giustizialismo mediatico”, allora ammettiamo pure che il problema non è chi scrive, ma la soglia di tolleranza al dissenso. È molto difficile, se non impossibile, addebitarmi di avere, anche una sola volta, riportato fatti che non siano accaduti o di averne alterato o strumentalizzato circostanze o dinamiche. Semmai, potresti contestarmi il commento, la critica, qualche spruzzata di ironia o di sarcasmo (so bene che non sempre sono graditi perché urticanti). Ma questo tipo di risvolto richiederebbe un confronto serio, che, francamente, non credo possa occupare questa mia risposta.
È vero, come tu dici, episodi di violenza accadono ovunque. Ma acquisiscono una rilevanza politica quando si verificano con frequenza negli stessi luoghi (vedi, ad esempio, Seggio, Parco Argo, zona Viale Olimpico, zona Vescovado) o – ironicamente – davanti a un’attività di chi, con una fantomatica e mai ufficialmente comunicata delega, dovrebbe regolamentare proprio quel settore. Qui non c’entra il colore politico, c’entra il principio – che, sono certo, conosci meglio di me – secondo cui non è “opportuno” (diciamolo pure chiaramente: è vietato dalla legge,) che il controllore coincida con il controllato. E questa non è una “sentenza”, è un problema che ho sollevato più volte, (come peraltro ripetutamente aveva segnalato con una sua nota la ex Segretaria comunale), ma sul quale è calato un silenzio che fa rumore.
Quanto all’invito a “fare fronte comune”, consentimi una chiosa: le comunità crescono non quando fanno quadrato attorno al potere, ma quando pretendono che il potere sia trasparente, coerente, rispettoso di leggi e regolamenti, e, se necessario, si faccia da parte. La democrazia non è un lasciapassare permanente, ma un mandato revocabile sul piano politico, ogni giorno, attraverso il controllo pubblico e la critica. O forse ti risulta che in democrazia esista un’immunità politica cristallizzata?
Mi diverte poi il riferimento ai miei “capelli bianchi”. Li porto, quelli rimasti pazientemente al loro posto, con una certa serenità, perché mi permettono di distinguere – spero – tra distruggere una città e cercare di difenderla da ciò che la indebolisce: ambiguità, silenzi, conflitti d’interesse che non vengono risolti, inefficienza e inidoneità al ruolo, opacità e continue transumanze tra schieramenti politici che sono tutto fuorché… politicamente corretti. La saggezza, talvolta, consiste proprio nel non far finta che tutto vada bene solo perché “è sempre successo”.
Quanto al post scriptum: bene che il sindaco sia intervenuto, bene le sanzioni, bene la nota al Prefetto e bene tutto ciò che sarà fatto per riportare ordine e sicurezza. Ma permettimi una considerazione finale, stavolta senza ironia: se per riportare la normalità servono pattuglie, note formali e interventi personali del sindaco, assessori o consiglieri comunali a ogni festività, allora, forse, la normalità non c’è proprio. E segnalarlo e stigmatizzarlo non è accanimento o altro come tu ipotizzi, ma dovere civico. Poi, non credo proprio che il sindaco debba intervenire personalmente per sedare una rissa (anche se un po’ di azione scenica non guasterebbe e gli farebbe piacere). Restando nel campo della movida, auspico, come ho già più volte scritto, che il sindaco Matacena, magari in tua compagnia, dovrebbe fare un giro per rendersi conto (ma sono certo che lo sappia già, come, del resto, lo sai anche tu) dello scempio che caratterizza la movida e delle illegittime occupazioni di strade, piazze e marciapiedi che si verificano specie nel fine settimana (qualche “noto” gestore li occupa, quegli spazi, per l’intera settimana), E no, non parlo solo di un’area limitata, ma di luoghi ben conosciuti e già più volte segnalati anche da altri. Però, giusto per ironizzare un po’, sono posti che evidentemente né tu né il sindaco frequentate mai. O almeno, non vi siete mai accorti del problema. Perché, diciamocelo, quando la situazione è sotto gli occhi di tutti e nessuno si muove (o interviene solo con ordinanze sistematicamente violate), ci si può chiedere se la politica è davvero così disinteressata o se c’è qualcun altro che preferisce “ignorare” i problemi?
E poi, sinceramente, mi sarei aspettato che per confutare le mie critiche mi avessi redarguito con una tiratina d’orecchie, spiegandomi l’inesistenza di un conflitto di interessi, elencandomi i provvedimenti adottati dal sindaco, illustrandomi le ragioni per le quali non sono mai state prese le previste misure di chiusura contro gli esercizi fuori regola, chiarendomi anche perché non sono mai stati richiesti i necessari interventi di Asl, Inail, Nas e Ispettorato del lavoro. Invece, silenzio. Eppure, qui non si tratta di un accanimento, ma di un semplice stimolo. Non siete voi che sollecitate continuamente la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica? Ebbene, credo di avervi dato una prova di partecipazione e di aver dato il mio contributo, che, anche se modesto, spero tu possa considerare utile per la vivibilità della città.
In conclusione, il mio non è accanimento o “altro” né contro il sindaco né contro gli assessori, ma semplicemente l’adempimento di un dovere civico di chi, nel proprio piccolo, prova a fare qualcosa per migliorare la propria città. Del resto, a chi altri, se non al sindaco e agli assessori, dovrei indirizzare le mie osservazioni, i miei rilievi e le mie critiche? Non sono loro che dovrebbero rispondere delle proprie azioni? Quindi, se non lo fanno, credo che sia giusto che qualcuno lo faccia notare. Pertanto, continuerò a criticare, anche duramente, quando lo riterrò utile o necessario. Non per rabbia, non per pregiudizio, ma perché credo che Aversa meriti regole uguali per tutti, soprattutto per chi governa. Se le mie critiche sono ingiustificate e mi sbaglio, sarò felice di ammetterlo e pronto a chiedere scusa e a cospargere di cenere i miei residui capelli bianchi. Fino ad allora, però, continuerò a non rimanere in silenzio.
Con amicizia e stima, ma senza silenzi compiacenti.