AMMINISTRAZIONE DA MANUALE DI DISASTRI.

Bastano quattro gocce (forse cinque) e la città si trasforma in una maleodorante laguna. Venezia in confronto è asciutta. Ma tranquilli! Il sindaco Franco Mata-cene aveva promesso “una città più vivibile”, e in effetti… con tutta quest’acqua che ha invaso la città si nuota benissimo. Chissà se riuscirà a trasformarla in modo da farci praticare anche il surf. Immaginate, sarebbe proprio bello: Aversa, città della cultura…del surf.

La mensa scolastica? È sparita, evaporata, puff!, un lontano ricordo,  ma con effetti collaterali su centinaia di bambini lasciati senza pasto. Era un servizio, ora è una leggenda. Pare che a Palazzo si stiano ancora chiedendo se i bambini mangiano davvero ogni giorno o solo nei mesi dispari.

E l’assunzione dei vigili, annunziata in pompa magna e tanto pubblicizzata?  I vigili non li abbiamo mai visti. Cercansi con lanterna, ma forse erano immaginari, presenti solo negli articoli di stampa o nei sorridenti video di sindaco e amministratori. In carne e ossa, invece, no. E non li vedremo mai. La relativa delibera di giunta è decaduta perché, sempre Matace-ne & company, non l’hanno portata nei tempi prescritti in consiglio comunale. Non c’è che dire. Proprio bravi, eh!

E vogliamo anche parlare dei vari finanziamenti regionali decaduti o non percepiti perché mai richiesti o non gestiti nei modi giusti? Proprio bravi, eh!

E poi, da ultimo, ieri sera, il colpo di teatro: scontro da saloon western con la segretaria generale del comune dr.ssa Emanuela De Chiara, persona unanimemente stimata per la sua preparazione e per il suo rigore etico e deontologico. In una riunione ristretta tra De Chiara, sindaco e i giuristi dell’amministrazione sono volati stracci, carte, accuse, sguardi fulminanti e la minaccia della segretaria di rassegnare le dimissioni. E per fortuna, sarebbe la prima vera decisione coerente da un anno. Un gesto responsabile, “eroico”, in mezzo a un circo dove nessuno sa chi fa cosa, ma tutti si offendono se glielo fai notare e nessuno riconosce la propria inadeguatezza.

E in tutto questo deprimente e miserevole sconquasso in cui tutto tace – anzi si allaga -, il sindaco Mata-cene cosa fa? Beh, conserva la sua maschera sorridente, si fa scivolare tutto addosso, partecipa e si esibisce in spettacoli canori, fa comunicati pomposi di autoesaltazione, avvisi sacri ai propri pseudo-fedeli e a si impegna a tagliare nastri, ma mai quelli dei problemi. La giunta? Un grande esempio di unità, se per unità si intende “ognuno per sé, Dio per tutti e ciascuno aspetti con fiducia ogni fine mese la sua indennità”.

Complimenti vivissimi. Un’amministrazione così inefficiente non si improvvisa: ci vuole impegno, costanza, insipienza, una totale indifferenza per una città in ginocchio e un meta-sindaco come Francesco Mata-cene.

Povera Aversa!