Il sindaco Franco Matacene ha risolto il problema delle quote rosa… eliminandole. Una mossa geniale, se l’obiettivo era di fare saltare l’intera giunta. Evidentemente, nella sua visione illuminata sulla parità di genere, una donna vale meno di una poltrona comoda per un uomo. Ma c’è di più. Con la brillante nomina impostagli (con ubbidiente e sorridente inginocchiamento eseguita) da chi avrebbe potuto far traballare la sua amata poltrona, la giunta non può nemmeno riunirsi per deliberare. Per fortuna che in questa farsa istituzionale c’è ancora qualcuno che conosce le regole: la segretaria comunale, che ha avuto “il coraggio” di ricordare a Matacena & company, in pieno consiglio comunale ,quello che costoro dovrebbero sapere da tempo : niente rispetto quote rosa, niente giunta. E così questa povera città finisce di sprofondare in una paralisi ufficiale cagionata da inimmaginabile insipienza diventata la cifra distintiva di questa brancaleonesca amministrazione.
Le leggi esistono e non sono suggerimenti facoltativi. Il rispetto della parità di genere non è un favore concesso alle donne, ma un obbligo e non un fastidio burocratico da aggirare con la grazia di un elefante in una cristalleria per piazzare l’ennesima persona-uomo alla quale Matacene non ha avuto dignità’ e coraggio di dire no, ma sempre e soltanto per salvaguardare la propria poltrona.
La parità di genere è legge, è rispetto, è civiltà. Ma soprattutto è specchio della credibilità di chi amministra. E quello in cui , oggi, Matacene si guarda con la sua giunta è uno specchio molto, ma molto appannato. E quanto prima è destinato anche a rompersi.