Cari lettori e cari amici, durante il mio recente e purtroppo assai breve riposo ferragostano, mi sono divertito, a proposito della prevista candidatura di Roberto Fico a Presidente della Campania, a stanare i gli appellativi e le definizioni che di lui aveva dato e sta ancora dando il presidente uscente Vincenzo De Luca. Ve ne voglio ricordare solo alcuni : “Il moscio”, “l’ex disoccupato”, “uno senza arte né parte”; “non ha mai amministrato nulla». Non vi elenco quelli poi rivolti a Fico dallo stesso Pd, suo sostenitore e alleato. A me Roberto Fico, che, al massimo, vedo come un brav’uomo” e nulla di più, fa venire in mente il ritornello di una vecchia canzone napoletana che cantava spesso mia madre e che, se non erro si chiamava “‘o ‘nfinfero”:” é nu buono guaglione, veramente ch’è buono, forse tre vote buono, troppo buono pè chella llà”, che nel nostro caso,” chella llà” è la regione Campania.
Ma davvero d’avvero Roberto Fico ha i titoli per guidare una terra così complessa e difficile come la nostra Campania? Lo stesso Del Luca, qualche giorno fa, rivolgendosi con dubbi e perplessità alla sua coalizione ha detto : “Siamo sicuri di aver scelto il protagonista giusto? La Campania non può essere affidata a chi non ha fatto nulla in dieci anni” .
Riflettiamoci anche tutti noi e traiamone le conseguenze.