Movida ad Aversa: da sano e distensivo svago a incubo cittadino

Ad Aversa la parola movida, che in altre città richiama l’idea di svago e di allegra convivialità e misurato divertimento, è, purtroppo, diventata sinonimo di degrado, pericolo e angosciante paura. Quasi ogni sera, ma specie nel fine settimana, le strade del centro e molte parti del centro storico, che rappresentano i luoghi del cuore degli aversani, si trasformano in bolge fuori controllo, dove a pagare il prezzo più alto sono proprio i nostri figli, spesso minorenni, lasciati in balia di alcol, droga e violenza, oltre ai poveri residenti ai quali vengono negati tranquillità e sonno. Limitare significativamente le attività notturne, gli stessi spazi pubblici dati in concessione, regolamentare orari, impedire rigorosamente l’accesso ai minorenni se non accompagnati, garantire controlli severi: queste sarebbero misure di buon senso, peraltro adottate in tante città italiane e, quanto meno,  da sperimentare.  Eppure ad Aversa ogni iniziativa del genere viene puntualmente frenata, ignorata o raggirata. Perché? La risposta è semplice e allo stesso tempo amara: due o tre amministratori locali hanno interessi diretti e/o indiretti nella gestione delle attività commerciali che vivono di movida.  È il più classico e scandaloso dei conflitti d’interessi che soffoca qualsiasi tentativo di tutela del bene comune. E la cosa ancora più stupefacente e inammissibile è che il sindaco Franco Matacene abbia delegato a “disciplinare” e“controllare” questo settore proprio un consigliere comunale che notoriamente ha consistenti interessi diretti e indiretti in molti locali della movida. In un intervento di non molto tempo fa su questo blog, avevamo anche elencato alcuni luoghi in cui la movida impazza come non mai, lasciando anche campo libero ai gestori di invadere illegittimamente con i loro arredi marciapiedi, strade e piazze. Ebbene, a queste precise segnalazioni, sindaco, assessori e amministratori hanno risposto facendo “orecchie da mercante”. Per buona memoria dei nostri amministratori, e segnatamente del sindaco e dell’assessore competente, è ancora il caso di riproporre l’elenco o è sufficiente che vadano a leggere l’articolo di questo blog del 11/07/2025 per ipotizzare un “controllino”? Ma le responsabilità non si fermano qui. Cosa fanno le autorità preposte al controllo e alla prevenzione? Il Comandante della Polizia Municipale, il Comandante della Stazione dei Carabinieri, il Commissario di Polizia, il Questore, il Prefetto? Essi sono chiamati a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, ma troppo spesso sembrano limitarsi ad osservare, a discutere, a programmare sulla carta, senza però mai intervenire con efficacia e impedire che lo scempio continui. Questo silenzio, questa inerzia, appaiono come un “tradimento” verso la nostra Comunità. È inaccettabile che le famiglie aversane debbano convivere con l’angoscia di mandare i propri figli in centro. È inaccettabile che la città viva ostaggio di pochi e bene individuati interessi mercantili a scapito della salute, della serenità, della sicurezza di tutti e a tutela dei nostri luoghi storici. Aversa merita di più. Merita un’amministrazione libera anche da inammissibili conflitti di interesse, merita forze dell’ordine presenti, merita cittadini che non abbassino la testa. La legalità, il rispetto delle regole, la prevenzione e, se necessaria, la repressione non sono delle concessioni: sono diritti fondamentali da garantire contro tutto e contro tutti. Da ultimo, in ordine ad alcune improvvisate dichiarazioni sulla eventuale illegittimità di ordinanze che possano vietare, in certe ore e in certi luoghi, la presenza di minori non accompagnati, ci siamo premurati di richiedere un parere a noti e apprezzati amministrativisti. Ebbene, è opportuno rendere tutti partecipi dei concordi e autorevoli responsi che sono stati gentilmente espressi : il sindaco, ai sensi del TUEL, art. 54,  può emettere siffatte ordinanze urgenti, sempre che il provvedimento sia temporaneo, abbia motivazioni concrete, proporzionate, riferite a zone circoscritte e in orario limitato. E ciò, proprio a tutela dei minori. Nella città di Napoli, ad esempio, è stato precisato, il Tar Campania, nel marzo 2022, ha ritenuto legittima l’ordinanza sindacale, impugnata dagli esercenti, che imponeva una serie di limiti anche orari, oltre alla chiusura dei locali ad una certa ora (mezzanotte) e il divieto di musica nelle aree nevralgiche della movida. (Chiaia, Vomero, centro storico). E questo, proprio a tutela della vivibilità e della sicurezza pubblica, in un equilibrato bilanciamento degli interessi dei residenti con quelli degli esercenti. Alla stessa conclusione, e con una analoga motivazione è giunto, sempre nel 2022, anche il Tar della Lombardia per la città di Milano. E qui ci fermiamo, per non appesantire l’intervento con altre conclusioni di altri organi di giustizia, compreso quello del Tribunale civile di Napoli che ha ritenuto responsabile l’amministrazione comunale dei danni fisici e psichici cagionati da una movida che si sviluppa con le stese modalità con le quali si consuma ad Aversa.

Questo è quanto. Ora si rifletta, e però non si dica che la situazione aversana non presenta le stesse emergenze delle quali ha tenuto conto il sindaco di Napoli e di Milano per emettere quei provvedimenti che sono stati autorevolmente giustificati e avallati dai rispettivi Tar.