IL SINDACO RISCOPRE LA TRASPARENZA …MA SOLO DOPO LA DENUNCIA ALLA CORTE DEI CONTI

Che sorpresa! Dopo mesi e mesi di silenzio, il sindaco Franco Matacene, con una dichiarazione sul “Mattino” di oggi , riscopre ora il valore della trasparenza e l’urgenza di “salvare i finanziamenti”. Peccato che questo slancio d’amore per la legalità sia arrivato solo dopo la segnalazione alla Corte dei Conti per le indennità di carica presumibilmente gonfiate perché calcolate come se Aversa contasse più di 50.000 abitanti, quando i dati ISTAT, e non la profezia di una cartomante , dicono tutt’altro.
Per più di un anno nessuno ha sentito il bisogno di verificare, di chiedere chiarimenti e, in attesa, di agire provvisoriamente “in autotutela”. L’amministrazione ha preferito tacere, guardare altrove e incassare, e ora temporeggia, continua  a tesaurizzare e dice di aspettare -ma con comodo- il parere del Ministero. All’improvviso, ci si aggrappa alla bandiera della trasparenza, invece di ammettere che qualcosa non ha funzionato – magari riducendo le indennità spontaneamente o restituendo almeno in parte il probabile surplus – si preferisce lo scaricabarile istituzionale, condito da “drammi” sul possibile “blocco dei fondi”.
Non una parola su come si sia potuto arrivare a questo punto, nessun “forse abbiamo sbagliato”, nessun gesto concreto.
Il punto non è solo giuridico , ma profondamente etico: un amministratore serio e rispettoso del denaro pubblico si sarebbe comportato in modo opposto. Invece, si è scelto il silenzio, salvo poi, per confondere le acque delle discutibili riscossioni, agitare lo spauracchio dei tagli, senza però  nemmeno un accenno di autocritica o un gesto simbolico di restituzione.
A proposito del quale, va ricordato che questo sito settimane fa aveva invitato sindaci e assessori- invece di celebrarsi per la pulizia di qualche strada o per la riparazione di un tubo di un lavandino-a mostrare un bonifico di restituzione di quanto probabilmente percepito in più per le indennità di carica . L’invito, naturalmente, è caduto nel vuoto.
Comunque, per correttezza di comunicazione ( cosa oggi molto rara ) è bene ancora una volta lealmente chiarire che, stante il corposo dubbio se tenere conto del dato formale della popolazione o piuttosto di quello reale – e tenuto conto delle diverse e contrastanti interpretazioni fornite dagli organi della giurisdizione amministrativa- era preciso dovere dell’amministrazione Matacene interessare immediatamente i competenti ministeri per ricevere delucidazioni per una corretta interpretazione delle disposizioni in questione.
Vi è stata invece solo una assai tardiva, fumosa e scontata retorica solo quando la “faccenda” è finita davanti al magistrato contabile.
Ma d’altronde, si sa: per Matacene & company il vero coraggio amministrativo non sta nel prevenire i problemi, ma nel parlare … solo dopo che li ha scoperti qualcun altro.