Silenzio istituzionale e mediatico sull’indennità di carica ad Aversa: una preoccupante anomalia

È motivo di seria preoccupazione – e, francamente, di indignazione civica – constatare che, dopo la denuncia riguardante la corresponsione di indennità di carica potenzialmente non spettante a sindaco, vicesindaco, assessori e presidente del consiglio del Comune di Aversa -in quanto città con una popolazione inferiore ai 50.000 abitanti-non vi sia stata alcuna reazione pubblica, né chiarimenti ufficiali, né attenzione da parte dei media locali e nazionali.
Questo silenzio rischia di apparire come “complicità”passiva rispetto a un potenziale vulnus alla legalità e alla corretta gestione delle risorse pubbliche. Quando si tratta di fondi pubblici – cioè del denaro dei cittadini -degli aversani, nel nostro caso-,anche il solo sospetto di irregolarità impone un’immediata, rigorosa e trasparente verifica, seguita da comunicazioni ufficiali e inequivoche.
Che una questione così rilevante dal punto di vista etico, giuridico e politico non susciti alcuna presa di posizione ufficiale da parte dell’amministrazione Matacena, né una smentita, né una spiegazione motivata e documentata, è sintomo di una più che preoccupante opacità istituzionale. Ma è altrettanto grave che i media,chiamati per vocazione a svolgere un ruolo di controllo e vigilanza democratica, abbiano sinora ignorato la vicenda , lasciando così che il fatto si sedimenti e si perda nel silenzio.
In uno stato di diritto, il principio di responsabilità amministrativa non è “facoltativo”,così come non lo è il diritto all’informazione dei cittadini. La mancata reazione delle Istituzioni e il vuoto comunicativo che ne è seguito sono il segnale di una cultura pubblica che troppo spesso tollera l’irregolarità come prassi, o, peggio, che l’accetta passivamente dietro la disattenzione e l’inerzia.
Ma a chi giova questo silenzio? Sicuramente non ai cittadini, che hanno il diritto di conoscere se le somme erogate ai titolari di cariche pubbliche siano legittime o meno, considerato, per di più, che nel caso aversano si tratterebbe di un esborso non dovuto della cassa comunale di ben 190.000 euro all’anno, pari a ben 950.000 euro per una teorica durata della consiliatura. Che, specie in tempi di ristrettezze di bilancio che stiamo soffrendo, è proprio una gran bella somma, che peraltro potrebbe essere destinata a tante necessità cittadine.
L’amministrazione Matacena, dunque, deve assumersi la responsabilità politica e morale di rispondere con immediatezza e con trasparenza, fornendo dati, provvedimenti adottati e riferimenti normativi puntuali, così come la stampa ha l’onere di fare da cassa di risonanza a ogni legittima istanza di legalità e trasparenza.
Caso contrario-a parte gli eventuali interventi e misure delle Autorità’ che sono state doverosamente informate- una certa politica cancelli per sempre da quel vocabolario cui ama ricorrere per attingere i suoi ingannevoli slogan-specie in campagna elettorale-le parole legalità, trasparenza, correttezza, partecipazione.
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