LETTERA AGLI AMMINISTRATORI

Signori Amministratori,

vi scrivo con il cuore colmo di stupefatta ammirazione per il vostro coraggio: ci vuole intraprendenza, in questi tempi di epocale crisi di natalità, per trasformare 49.838 abitanti in oltre 50.000 con la forza della volontà politica sostenuta dalla sola speranza di un improbabile  incremento demografico.

Il Comune di Aversa – che secondo i dati ufficiali di ISTAT e ANPR (non secondo opinioni personali, ma, quindi,  secondo numeri veri) non supera i 50.000 abitanti – avrebbe deciso, con encomiabile ottimismo, di applicare le indennità previste per le città più grandi. In un mondo di tagli, austerità e sobrietà amministrativa, evidentemente, è stata scelta la via augurale dell’autoconvincimento retributivo.

Sarà che l’aria di Aversa spinge a sentirsi metropoli, ma la realtà è testarda: siamo – per legge!- un Comune sotto i 50.000 abitanti e, come tale, vanno applicati compensi proporzionati. E invece no: sembra, purtroppo,  che ci troviamo con le cifre aumentate, le fasce interpretate, le poltrone che sorridono beate.

Intendiamoci: nessuno mette in dubbio l’importanza del vostro lavoro. Ma forse 190.000 (dico : centonovantamila) euro di indennità in apparente eccesso all’anno (ben 950.000 euro per i cinque anni della teorica durata della consiliatura) potrebbero utilmente essere spesi per rendere efficienti i servizi,  tappare le buche, curare l’igiene e il verde, sistemare qualche scuola, incrementare la sorveglianza serale e notturna, e, perché no, anche per acquistare una calcolatrice in più quando si fanno certe delibere.

Non si cresce aumentando gli “stipendi”: si cresce aumentando i risultati. E, fino a prova contraria, nessuno ha ancora visto quell’abitante in più” che giustifica l’aumento.

Isidoro Orabona, un contribuente che sa contare fino a 49.838