Olga Diana, l’assessora più sfiduciata d’Italia, torna a far parlare di sé. Dopo aver cambiato tre partiti nel giro di qualche anno, oggi segna un nuovo record: sfiduciata da 19 consiglieri su 24, si presenta sorridente in video a Teleclub Italia per una intervista e annuncia che resterà assessore e che si candiderà alle prossime elezioni regionali.
Ormai lo sanno anche coloro che non seguono la politica che pochi giorni fa nell’aula consiliare, con 19 voti su 24, la mozione di sfiducia contro Olga Diana, assessore al verde, è passata come una falciatrice su un prato primaverile. Ma niente paura: l’assessora, novella fenice della politica locale, oggi, davanti alle telecamere di “Teleclub Italia”, con lo sguardo fiero ha annunciato: «Continuerò a fare l’assessore. E mi candiderò alle regionali”. Supersfiduciata ? Macché! È solo un modo moderno di dire “sei pronta per il livello successivo”.
La sfiducia, oggi, secondo Diana, funziona come un bonus fedeltà: più ti sfiduciano, più sali di grado. Una logica chiara e limpida di chi sostanzialmente pensa e dice: «Il problema non sono io, sono loro che non mi capiscono. Alle regionali ci sarò». Del resto, chi meglio di lei può rappresentare la coerenza politica: una che resta anche quando tutti, soprattutto i suoi compagni di schieramento (che, evidentemente, bene l’hanno conosciuta) non la vogliono più e che comunque fa intendere che vuole candidarsi ufficialmente a tutte le elezioni future, comprese quelle di condominio.
Nel frattempo, gli altri 19 consiglieri si interrogano: l’abbiamo sfiduciata male? Era forse una sfiducia che non è stata capita? O siamo finiti dentro una sitcom? Intanto, fonti vicine alla Regione hanno fatto sapere che tutti sono già in allerta per l’imminente candidatura: “Se bastano 19 voti contro per candidarsi, siamo pronti a sfiduciarla anche noi, ma preventivamente.”
Nell’intervista, la sfiduciata ha voluto anche precisare che “la città è allo sbando”, che, ora (ma, conoscendo la sua “vivacità”, c’è da aggiungere, solo momentaneamente), il suo referente non è Giampaolo Dello Vicario – il coordinatore della lista Aversa Azzurra, in cui lei è confluita – ma “la deputata Annarita Patriarca” e che lei, inoltre, ha come riferimento Mata-cene, che ha letteralmente definito, udite udite, un “sindaco frizzante” .
Che dire? Si sarà accorta la sfiduciata che, ammettendo che la città è allo sbando, ha riconosciuto giustificata la sfiducia espressa nei suoi confronti, che poi è direttamente rivolta anche al sindaco che l’ha nominata? A proposito del quale, non resta che sorridere a 32 denti e chiedersi: Mata-cene frizzante? Involontaria ironia. Ma se vogliamo fare proprio un paragone con l’acqua, ci sarebbe da dire che il sindaco non è assolutamente liscio, né gassato, né frizzante, ma, semmai una “morta gora”. Vi naviga da un mese, senza meta , senza idee, senza visione e senza raccapezzarsi, dopo avere portato “la città allo sbando”, come affermano tutti quelli della sua stessa maggioranza, compresa la sfiduciata.Altro che frizzante! Sfiatato, si direbbe! L’unica sua finalità ormai chiara a tutti? Non disincrostarsi dalla poltrona.