Il solito e logoro repertorio: che noia , che squallore !

Che noia, che patetico refrain! Che gioco scoperto, che tattica usurata! Che miseria politica!

Ancora una volta vengono diffuse ad arte voci interessate di dimissioni del sindaco Francesco Mata-cene, strumentali per spaventare quei consiglieri di maggioranza finti ribelli, gli scalpitanti postulanti non ancora accontentati e quelli freschi di cambio di casacca.

Insomma, per alimentare la paura di un loro ritorno a casa, si ricorre ad ogni mezzo, anche a quello delle dimissioni farlocche. La finalità, è chiara : indurre i protestatari a ritornare all’ovile  e quelli che da tempo sono in fiduciosa ma vana attesa di un “qualcosa” a reinquadrarsi docilmente nei ranghi.

Mata-cene, quindi, come in altre numerose occasioni, anche stavolta, come è trapelato, minaccia e preannuncia le dimissioni. Però, signori consiglieri di maggioranza e assessori di ”altro profilo”, dormite sonni tranquilli, se potete : Mata.cene non ha avuto mai, né ce l’ha in questo momento la benché minima intenzione di lasciare la poltrona alla quale si è ossessivamente avvinghiato con unghie e denti. 

Di seguito, a beneficio della vostra e nostra memoria, un piccolo e testuale campionario del logoro repertorio di Mata-cene sulla minaccia delle sue dimissioni, che, naturalmente, non ha mai avuto un coerente e leale seguito e riscontro :

“ Darò le dimissioni se ci sanno ancora politici che operano alla vecchia maniera o coloro che non seguiranno la mia linea “( I cosiddetti politici che lo fiancheggiano sono quelli che operano, non alla vecchia maniera, ma peggio :  a quella antidiluviana. E sono coloro che seguono  solo la loro personale linea,  e non di certo quella di Mata-cene. Il quale, peraltro, non ha mai avuto e non ha una  propria linea : se ce l’ha,  è solo quella che porta e ritorna, seppure a a zig-zag, a e da  Mondragone ).

“Non saranno tollerati cambi di casacca” (Sono avvenuti e avvengono tra la totale indifferenza  e inerzia).

“Potrei anche lasciare “( Mata-cene, non conosce l’indicativo presente, quello della certezza, e pertanto  usa solo  il condizionale, che gli è proprio e che per lui rappresenta un alibi : è quello che gli consente di  smentirsi  con disinvoltura e in continuazione,  senza il minimo pudore).

“I cittadini mi hanno affidato la guida della città perché credono nel nostro progetto, non perché io debba gestire spartizioni o mediazioni basate su interessi personali”. (L’unico progetto di Mata-cene sinora conosciuto e attuato  è quello della spartizione e della mediazione, in supina obbedienza a disposizioni aliene).

“ La mia amministrazione è nata con l’obiettivo di cambiare metodo, di rompere con vecchie pratiche e logiche clientelari che hanno danneggiato Aversa per troppo tempo” ( Che grande e spudorato coraggio ha il Mata- cene. Quelli che lui definisce politici “delle vecchie pratiche e logiche clientelari” sono esattamente, “personalmentedipersona”, proprio quegli stessi personaggi che attualmente lo sostengono e lo accompagnano e che, come lui stesso afferma, “per troppo tempo hanno danneggiato Aversa”).

Questa, infine, è la penultima affermazione, entrata ormai in un’area “mitica”, con la quale Mata-cene ha  espresso di recente un severo giudizio, molto negativo,  sulla sua giunta; la quale, va detto per inciso, dal canto suo,  non ha avuto il coraggio e l’elementare decoro di protestare, neppure timidamente, contro la sua feroce “demolizione” :“Non ci sono più le condizioni per proseguire con questa compagine”. 

Bisogna aggiungere ancora qualcos’altro per esprimere un giudizio su questi personaggi che stanno governando la nostra città  e che, secondo lo stesso Mata-cene, “ stanno danneggiando la città “?