UN ORDINARIO W/E DI PAURA

Un ordinario week end di paura . Aversa affonda nella notte. La città travolta dalla movida violenta e da un’amministrazione assente : furti, saccheggi, danneggiamenti, vandalismi e altro

L’ultimo fine settimana è stato costellato da una serie di furti, danneggiamenti, vandalismi e violenze, consumata in un caos durato fino alle prime ore del mattino. È ormai diventato un rituale perverso: nel fine settimana, al calare della notte, le vie del centro cittadino si trasformano in un’arena senza regole,  dove il divertimento si confonde con la violenza, la musica copre le urla, l’alcol scorre come un fiume torbido che tutto travolge. e la droga cancella ogni freno inibitore. Quella che un tempo era una città viva e tranquilla ,  oggi è un corpo stanco, ferito, sfigurato da una movida che non conosce più limiti né rispetto.

Il “patto per la sicurezza” tanto sbandierato dal sindaco Franco Mata-cene si è rivelato l’ennesima promessa di cartone: un manifesto per la stampa, un post per i social e una foto sorridente per Instagram , non un progetto reale ma ormai solo un reperto archeologico conservato, insieme al piano per il traffico, nella teca sigillata alla fine della campagna elettorale.

 La presenza istituzionale è meno di un’ombra: le strade restano ostaggio di irresponsabili che, nell’indifferenza generale, distruggono vetrine, danneggiano e depredano autovetture, imbrattano muri e trasformano la notte in un incubo collettivo.

L’amministrazione, invece di intervenire con decisione, continua a nascondersi dietro annunci e tavoli tecnici che non producono nulla. Si parla di dialogo con i gestori dei locali, di sensibilizzazione, di mediazione. Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città lasciata in balia del caos, dove la legge del più forte è l’unica che vale dopo il tramonto.

Il vero scandalo, però, non è solo la violenza, il vandalismo, il caos, ma la complicità del silenzio. L’amministrazione finge di non vedere, preferendo non disturbare gli interessi economici che ruotano attorno alla movida. Ma, nel frattempo, i residenti abbandonano le loro case, le famiglie evitano il centro e la fiducia nel governo cittadino sprofonda ogni giorno di più fino ad azzerarsi.

Ma ci sono rimedi a tutto questo? Certo! Però, serve coraggio politico, capacità, determinazione, assenza di interessi personali o clientelari, non comunicati stampa od omelie.  Servono, innanzitutto, regole chiare, meno permissive, anzi più rigorose e sanzioni che vengano applicate e rispettate. E soprattutto controlli , ma non affidati o coordinati da coloro che hanno interessi nel settore o amicizie da coltivare o elettori da conquistare. Perché la città non può continuare a morire ogni notte, sotto gli occhi distratti di chi avrebbe il dovere di preservarla e difenderla.

La nostra è diventata la città del sonno amministrativo e del delirio notturno Un tempo brillava di cultura e bellezza e un certo ordine non mancava. Ora risplende solo di bottiglie rotte, lame di coltelli e sirene di ambulanze. :un modello di “intrattenimento sostenibile” dove si sostiene tutto… tranne l’ordine, la sicurezza e il decoro pubblico.

Il sindaco Franco Mata-cene ha incaricato uno dei suoi consiglieri, e non l’assessore al ramo,  a interessarsi del commercio in genere  e della movida in particolare. In teoria, per governarla; in pratica, per sparire ogni fine settimana. È l’unico consigliere che può vantare una presenza costante solo nelle foto dei comunicati stampa. Di controlli veri su tutti i locali della movida (in-di-stin- ta- men-te, compresi quindi  quelli “di famiglia” o di amici), neanche l’ombra. Le sanzioni? Minacciate, annunciate, previste, pubblicizzate come inflitte, ma quasi mai sofferte : insondabili  arcani della burocrazia.   

La movida si autoregola, è stato affermato dai presunti esperti di questa amministrazione. Peccato, però, che si autoregoli solo a colpi di rissa, urla, musica assordante, alcool e altro in libera e indiscriminata vendita, ordinari accoltellamenti e auto e moto che sfrecciano fino alle quattro del mattino.

Intanto che gli esercizi commerciali prosperano, sconfinando in maniera invasiva su marciapiedi e piazze, possibile che nessuno sino ad ora abbia chiesto (o imposto) ai gestori di contribuire a garantire la sicurezza cittadina ? Un’idea troppo “rivoluzionaria” quella di chiedere a coloro che guadagnano con la  movida di consorziarsi e di sostenere la spesa per la presenza in strada di personale di un’agenzia di  vigilanza privata almeno nei fine settimana? Figuriamoci ! Meglio lasciare che i residenti paghino con il sonno, i nervi, i vetri delle finestre che tremano per la musica a palla e con l’angosciante speranza che i loro figli rientrino sani e salvi a casa.