PRIMI MESI DA DIMENTICARE: IL FLOP DELLE POLITICHE CULTURALI

Matacena già chiamato a una svolta

Matacena è persona intelligente oltre che onesta. E’ diventato Sindaco di Aversa senza un vero background politico alle spalle, senza la necessaria esperienza sul campo. Sapeva di aver bisogno di un periodo di “rodaggio” per imparare, osservare e capire dove dover intervenire. Aveva anche messo in cantiere una partenza deludente e così è stato. Si è salvata, guarda caso, solo la politica economica messa in campo dal suo esecutivo (dove con Mariano D’Amore, quell’unico Assessore tecnico che la politica politicante gli ha concesso, è stato protagonista di un risultato eccezionale: la rimodulazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, che ha allontanato lo spettro del dissesto e dato ossigeno alle casse comunali). Aversa è una città allo sbando con un livello di sicurezza ai minimi termini da almeno trent’anni a questa parte. E’ una città sporca e non curata, nonostante la buona volontà dimostrata dall’Assessore all’Ambiente, Olga Diana. E’ una città invivibile con un traffico paralizzante a tutte le ore del giorno. E’ una città con strade gruviera. Il primo cittadino ha entusiasmato gli elettori in campagna elettorale. Ha vinto con una proposta che ha fatto breccia: Aversa candidata a capitale italiana della cultura. Ma anche, e soprattutto, nelle politiche culturali ha deluso la sua Amministrazione. Matacena si è tenuto la delega alla Cultura, delegando nei fatti il suo vice Alfonso Oliva ad occuparsi di questo settore. Ed il disastro è sotto gli occhi di tutti. Nessuna iniziativa di spessore messa in campo che possa giustificare la corsa di Aversa a quel titolo prestigioso cui ambiamo nel 2030 in occasione dei nostri mille annidi storia. La biblioteca è chiusa. Nessun passo in avanti sull’istituzione del primo Museo civico della nostra storia. I grandi contenitori culturali chiusi: casa Cimarosa, ex Macello, palazzo Rebursa, Sedile di San Luigi, chiesa dello Spirito Santo. La Pro Loco chiusa. La ricorrenza dei 250 anni della morte di Niccolò Jommelli si è salvata grazie a quel poco che è stato fatto da alcune Associazioni. Con una …ciliegina sulla torta: l’organizzazione del Natale ad Aversa 2024 che, alla fine, è sfociata in una farsa tragicomica. Trentaduemila euro letteralmente buttati. Un Natale così, che aveva i suoi punti di forza (si fa per dire) nelle luminarie e nel capodanno in piazza, ad Aversa non si vedeva almeno da vent’anni. I sedicimila euro per le luminarie spesi solo per addobbare l’arco dell’Annunziata, una cifra assurda. Basti pensare che fino al 2012 per 18000 euro (divisi tra quattro ditte) ad Aversa le luminarie si accendevano in via Roma, via Sanfelice, via Seggio, via Municipio, piazza Municipio e piazza Vittorio Emanuele. Altro flop quello legato all’organizzazione del capodanno 2025 in piazza Municipio. Anche i bambini avrebbero avuto perplessità a portare avanti un’idea del genere. Il capodanno richiama in piazza migliaia di persone e non si può decidere di tenerlo in piazza Municipio, un imbuto senza vie di fuga, con un piano di sicurezza demandato ai tecnici della ditta che si è aggiudicato l’evento. Per di più occupando gli spazi di fuga(che naturalmente dovevano essere tenuti liberi) autorizzando una ruota panoramica e una pista di pattinaggio. Un evento simile va organizzato con largo anticipo, coinvolgendo Vigili Urbani, Prefettura e Questura. Quello che si è visto in piazza Municipio la vigilia di Natale, con migliaia di giovani chiusi in una morsa umana, ha certamente convinto ancor di più il primo cittadino a soprassedere. E bene ha fatto Matacena a stoppare un Capodanno in piazza partito male. Ora è il momento che il Sindaco recuperi la sua autonomia di Sindaco senza farsi condizionare dai grandi gruppi portatori di voti. E’ il momento di una svolta, sì Matacena è già chiamato a una svolta.

Di Nicola De Chiara da Primo Piano Nero su Bianco Nr.20