Matacena e la maggioranza : tra guinzaglio, Aventino, supercazzole e squallide liti

Matacena e la maggioranza : tra guinzaglio, Aventino, supercazzole e squallide liti

Stamattina il Consiglio comunale ha messo in scena uno spettacolo indegno. Ne sono stati protagonisti il fantasma del sindaco, i componenti della maggioranza presenti e quelli assenti.  L’ordine del giorno comprendeva importanti punti per la vita della città, tra i quali quelli relativi alla occupazione del suolo pubblico e alla Tari oltre le aliquote per l’anno 2025 di Irpef, IMU.Si è però verificato che molti componenti della maggioranza ( sarcasticamente come “i maggiorenti”, nel senso che condizionano la esistenza in vita dell’amministrazione Matacena)  non si sono presentati perché, acquattati dietro la siepe in attesa di ricevere quanto ritengono ad essi spettante, hanno voluto dare un chiaro segnale al sindaco : senza di noi ( maggiorenti)  c’ è solo lo spettro del ritorno a casa. Il povero ed esangue Matacena, avvertito della rivolta, non si è presentato in aula e, tremebondo, si è barricato nell’attigua “sala del ricordo”,  dove campeggiano i quadri dei suoi predecessori, che questa volta erano loro a sorridere. Per la verità, forse Matacena era anche un po’ stanco e con il collo illividito e dolorante perché affaticato dal giorno prima quando, prelevato e trainato al guinzaglio dal consigliere regionale Giovanni Zannini, irreggimentato ad altri coscritti, era andato a rendere omaggio, ad inchinarsi, a sorridere e a promettere devozione e sostegno a don Vincenzo De Luca, il presidente della Regione. E allora, nell’assenza del sindaco e delle sue proverbiali supercazzole soporifere, che però nell’occasione non sarebbero bastate ad addormentare l’aula consiliare, è balzato in cattedra Giovanni Innocenti. Il quale, quando si è accorto che l’opposizione in quel frangente era ormai diventata maggioranza, con tono imperioso ha frettolosamente dichiarato chiusa la seduta. Grida, proteste e interventi animati e pungenti, come quello della consigliera Nicla Virgilio, non sono bastati a fare proseguire la seduta, che, per editto di Innocenti, è stata aggiornata a domani mattina. La notte, come la Befana, sicuramente porterà doni e conseguenti consigli e domani, con gli unguenti, la vaselina, la carota, le carezze mataceniane e il bastone zanniniano,  sarà sicuramente un altro giorno. Quella di stamani è stata proprio una delle più brutte giornate del libro nero del Consiglio comunale. Ancora una volta la città ha toccato con mano la miserevole povertà politica del sindaco, del suo vassallaggio e dell’intera maggioranza, la quale, anche in questa occasione,  ha rivelato al suo interno  lotte personali animate da interessi che di sicuro non sono quelli della Comunità aversana.