L’assessore errante, ovvero la politica del “chi mi salva mi avrà”

 C’è chi viaggia per scoprire il mondo e chi, come Olga Diana, la nostra assessora errante al verde e ad altro, viaggia forsennatamente per scoprire chi può evitarle l’umiliazione della sfiducia che si dovrà votare nel consiglio comunale di lunedì prossimo.

La protagonista di questa farsa locale si agita e si muove tra partiti, liste e capibastone con la frenesia di chi ha perso la mappa, ma non il cellulare. Chiama a destra, strizza l’occhio a sinistra, manda segnali al centro e, se servisse, busserebbe anche alla porta di chiunque possa prometterle di mantenerla nell’incarico. Gira, telefona, supplica. Contatta i maggiorenti di ogni colore politico con la foga di un venditore porta a porta e l’incubo di chi sa che la sfiducia è in arrivo, dietro l’angolo.

Ma ormai l’assessora – come si dice da noi – è ”carta conosciuta”. Ama frequentare   e vivere con intensa ma provvisoria partecipazione i politici, i luoghi politici e di potere. Sinora, infatti, nonostante la giovane età, ne è stata una vivace esploratrice: candidata per Lega, poi arruolata e coperta dal consigliere regionale Giovanni Zannini nei Moderati, attualmente è provvisoriamente parcheggiata in F.I. sotto la tutela dell’on.le Annarita Patriarca. La quale, dopo uno strumentale ma infruttuoso ritorno di fiamma di Diana, anche probabilmente, verso la “Lega” di Salvini, in persona di Giampiero Zinzi, l’ha maternamente accolta fra le sue braccia. Ed è stata proprio la Patriarca, (la quale non tollera che Diana stia accovacciata sotto l’ala protettrice di Giampaolo Dello Vicario, il terminale di Fulvio Martusciello, politico non gradito alla Patriarca) a proporre-imporre a Mata-cene di rivedere tutte le deleghe di tutti gli assessori, per evitare che Diana appaia come l’unica “incapace” da ridimensionare o da licenziare. Di conseguenza, è finito sull’orlo del precipizio anche Alfonso Oliva, il noto “dilettante allo sbaraglio”. Già, perché il suo unico sponsor e attuale suo sostenitore, il consigliere Massimo Virgilio, opportunamente sensibilizzato, sarebbe in predicato di transumare tra i moderati, nel clan zanniniano. In bilico anche l’assessora per esclusivi meriti parentali Gaetana Barella, figura emblematica di come Aversa non sia governata dai politici democraticamente usciti dalle elezioni, ma solo da appararti di potere del tutto estranei alla città. La Barella, infatti, quale cugina del Sen. Francesco Silvestro stata indicata quale assessora da Giampaolo dello Vicario, su disposizione di Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di F.I..

La linea politica (?) della Diana è quindi una sola: quella della salvezza personale e del mantenimento di almeno una delega assessoriale. Anche una sola delega assessoriale rappresenta per lei uno scudo da difendere e conservare comunque e in qualsiasi modo, pure nel sottoscala del potere. Sarebbe l’unica carta che può giocarsi per la sua pretesa candidatura alle  prossime elezioni regionali.

Intanto, mentre lei si dispera alla ricerca di voti e appoggi; mentre Mata-cene si rifugia a Cascia, ai piedi della Santa delle cause impossibili; mentre la maggioranza si accapiglia, tratta, baratta, promette e annaspa, i restanti assessori sono impegnati non a governare ma a galleggiare. Ma, mentre si consuma questo misero bailamme, questa povera e derelitta città resta orfana di idee, visione, concretezza e credibilità e continua ad affogare nella palude della più angosciante invivibilità.