LA NOTTE BUIA DELLA SANITÀ’ CAMPANA

Il voto per le elezioni regionali che si approssimano è molto di più di una battaglia tra schieramenti: è un test sulla capacità di governare davvero in maniera nuova, più moderna e più “sana “nell’interesse dei campani. Se è vero, come è vero, che la salute è il bene più prezioso che abbiamo, allora il vero protagonista di questa campagna elettorale è il tempo che scorre e che non perdona l’angosciante stato attuale della sanità campana. Se vincerà la continuità mascherata da rottura, vincerà la paura del cambiamento e si rinvierà ancora una volta la vitale partita per la cura del nostra salute fisica e mentale. C’è un momento in cui non è consentito più girare intorno alla realtà. La sanità campana non è in crisi: è in macerie. E mentre i cittadini affollano pronto soccorso ingestibili – spesso diventati ring per aggredire i medici,- mentre gli infermieri si spezzano la schiena in reparti che sembrano zone di guerra, mentre le famiglie aspettano mesi per un esame che altrove si fa in pochi giorni, mentre medici “ nostrani” si trasferiscono al nord, la politica regionale continua a recitare un copione falso , autoreferenziale, perfino offensivo.
Vincenzo De Luca per un decennio ha tenuto ben stretto il timone della sanità come se fosse la sua nave personale. Dal suo ponte di comando lo ha dichiarato, lo ha rivendicato, lo ha messo al centro di una autoesaltante narrazione. Eppure — ed è impossibile ignorarlo — la quasi totalità dei campani vede oggi un sistema sanità che si è trasformato in una macchina lenta, pesante, bloccata, più preoccupata del proprio equilibrio interno e delle dinamiche di una sua gestione padronale e clientelare che dell’efficienza dei servizi. Non si tratta di una critica pregiudiziale : è la convinzione che nasce davanti a ogni insopportabile attesa di prestazioni -in qualche caso mortale-, a ogni reparto sottodimensionato, a ogni ospedale che cede pezzo dopo pezzo, a ogni struttura sanitaria privata che non eroga più  servizi per esaurimento dei fondi regionali.
La gestione accentrata ha creato un modello che sembra impermeabile ai cambiamenti e ai bisogni reali, quasi un castello che si regge più sulla comunicazione che sui risultati e considerato la riserva privilegiata e ambita per sistemare i propri protetti, pronti ad obbedire ai comandi del capo.
E intanto come alternativa a questo sistema degradato viene proposto -e, in caso di una sua vittoria, dovrebbe esserlo- il grillino Roberto Fico! Un personaggio ovattato, inoffensivo, inadeguato per una sfida vera, noto a tutti per essere stato definito come il “disoccupato senza arte né parte” e come colui che “non ha mai amministrato nemmeno un condominio”! Suvvia, siamo seri. Può una figura del genere avere la forza e soprattutto la competenza e la capacità di scardinare un fortino come la sanità gestito monoliticamente e in un contesto dove servirebbe un ariete? L’alternativa non si costruisce con i distinguo, né con il politichese, né con accordi politici strumentali che hanno individuato proprio in Fico il politico per mantenere e non per riformare un certo sistema. Si costruisce, evidentemente, mostrando la convinzione e la forza di voler davvero prendere a martellate un sistema che non funziona. Ma questa determinazione , con un personaggio come Fico, figlio di uno spregiudicato compromesso di convenienza tra Pd e 5 Stelle, non si intravede. La sanità campana non ha bisogno di modifiche tecniche, di tavoli, di protocolli, di aggiustamenti marginali o di politici disposti e pronti a tollerare il sistema.Quello che serve è una rottura decisa, radicale, politica, culturale e organizzativa.Serve qualcuno che abbia il coraggio di dire che questo modello è fallito e che va smontato vite dopo vite, mattone dopo mattone. E finché De Luca, con la sua lista e la sua collaudata rete ubiqua, continuerà a incarnare un sistema di potere più attento a consolidarsi che a cambiare, e se, per fare finta di sostituirlo, è stata proposta una figura inerme, poco attrezzata e incapace di mordere come Fico, non vi sarà alcuna alternativa e nulla cambierà. Anzi, il sistema si rafforzerà. E la Campania rimarrà in questa notte buia della sanità, dove chi governa non sente o fa finta di non sentire, chi dovrebbe opporsi non ha né preparazione, ne’ competenza, né capacità ,né forza per incidere, e chi soffre sara’ sempre lo stesso: il cittadino campano.