La Città si trasforma…….

LA CITTA’ DI AVERSA ESILIA IL GALLO BASILISCO E ADOTTA IL CAMALEONTE

Come era prevedibile e come avevamo ampiamente previsto, il non felice esito per gli assessori comunali candidatisi alle elezioni regionali e il passaggio del consigliere regionale Giovanni Zannini dal centrosinistra di De Luca a Forza Italia, stanno comportando non poche conseguenze per l’amministrazione aversana. Quelle più rilevanti sono il quasi certo rimpasto della giunta e una nuova collocazione della maggioranza, che da civica dovrebbe trasmigrare nell’area di centrodestra, con Forza Italia che diventerebbe la locomotiva dell’amministrazione.
La situazione è complessa e può evolvere in svariate soluzioni e con diverse modalità. Pertanto, con un appunto prefiguriamo quelle più probabili, con i relativi scenari e i conseguenti effetti.

Scenario 1 – Il sindaco Franco Mata-cene e vari consiglieri civici diventano, di fatto, forzisti “di complemento”, anche se mantengono simboli civici per non perdere completamente una faccia già sfigurata. Zannini continua ad essere il regista ( quasi) occulto: non compare, ma decide. Rimpasto, poltrone, deleghe, equilibri: risiko permanente. La maggioranza si ricompatta solo in apparenza. Le decisioni, naturalmente, continuano a non passare dal sindaco, ma da una cabina di regia esterna. I cittadini? Assistono a un Comune che funziona meno della sala d’attesa dell’Asl ad agosto. La città passa da “civica” a “civicamente forzista”, un format mai visto prima: il colore resta tristemente grigio, ma sopra ci passano una pennellata di azzurro per far finta di ravvivarla. Chi ci guadagna? Chi vuole mantenere la poltrona al caldo e il solito Zannini, che consolida Aversa come feudo politico personale. Chi ci perde? Trasparenza, coerenza politica, decoro e identità amministrativa e i cittadini, che si ritrovano con un Comune più impegnato a inseguire equilibri di partito e di gruppi che a risolvere problemi concreti. Per non parlare di quelli che avevano votato in un certo modo e per una certa amministrazione, nella quale ora non si riconoscono più.

Scenario 2 – Le civiche fanno le civiche (per finta o sul serio?) . Alias: autonomia a chi conviene, non a chi serve.
Cosa succede? Il sindaco sorride, finge distanza da FI e recita la cantilena che gli è stata consegnata su un foglietto: “noi siamo civici, noi pensiamo alla città”. In pratica , però, esegue tutte le linee politiche gradite a Zannini… ma, ovviamente, sorride e non lo dichiara ufficialmente. Tenta di salvare la faccia, non la sostanza. Risultato reale. Si crea un ibrido: metà giunta indipendente, metà sotto influenza, nessuno davvero responsabile. Le decisioni diventano lente come una rotatoria realizzata senza sbocco. Chi ci guadagna? Il sindaco, che evita, ma solo apparentemente, la vergogna del trasformismo totale e può continuare a stare sulla poltrona con il suo sorriso da merluzzo bollito. Ma anche alcuni consiglieri, che mantengono identità di marketing. Chi ci perde ? La chiarezza amministrativa. Gli assessori, che ricevono ordini da due mondi diversi e contrari: uno politico, uno “di corrente”.

Scenario 3 – Colpo di teatro: ritorno al centrosinistra. Alias: la nostalgia del “c’eravamo tanto amati”. L’uscita ( ma sarà vera? Mmmm !) di Zannini dal fronte del centrosinistra provoca scollamenti. Alcuni consiglieri cercano una ri-alleanza con aree progressiste locali. Si tenta il “ritorno al passato”: un remake del deluchismo territoriale. Risultato reale. Possibile instabilità: i numeri in consiglio comunale diventano traballanti. Maggioranza da ricomporre ogni settimana. Un rimpasto ogni 2–3 mesi, come cambio-stagione all’Outlet La Reggia. Chi ci guadagna? I nostalgici del centrosinistra locale. Chi mira a un riavvicinamento regionale “anti-FI”. Chi ci perde? La stabilità. La città finisce ostaggio di risse, correnti e veti incrociati.
Quale di questi scenari è più probabile? Forse il primo. È infatti politicamente il più conveniente per Mata-cene & company… e quindi il più dannoso per la città. Ma non può nemmeno escludersi che parte dei tre possano fondersi e dare vita anche a un quarto.
Di fronte a questo panorama e ora anche alla possibilità di nominare assessore la sua pupilla Federica Turco, detta Prezzemolino, c’è chi giura che il Mata-cene si sia dichiarato contentissimo e che abbia detto : io non cambio idea,cambio partito. La mia idea è sempre la stessa: rimanere sindaco e sorridere. A chi gli rinfacciava un camaleontismo spregiudicato, Matacene avrebbe risposto : Il camaleonte è un animale meraviglioso e nessuno lo critica per essersi adattato all ‘ambiente . Io faccio lo stesso, ma con i simboli dei partiti o delle liste civiche. Che male c’è?