Con un efficace intervento di stamani sulla stampa , bene ha fatto il capogruppo di Forza Aversa Dino Carratu’ a pretendere che Il sindaco Franco Matacene, piuttosto che esibirsi ogni giorno come capocantiere o assistente idraulico, faccia, tra l’altro , chiarezza sul persistente stato di crisi politica, sul proclamato stato di agitazione dei dipendenti comunali e sulla sciagurata rinuncia a realizzare il progettato palazzetto dello sport. Infatti , su tali vitali questioni Matacene, come al solito, glissa , fa finta di non sentire, tace e preferisce solo “deliziarci” con i suoi sermoncini che conclude con il motto degli scout, di cui si è appropriato :
“Da soli si va veloci, insieme si va lontano”.
Ma Matacene,per costituzione e formazione, non è stato mai un fulmine di guerra e ne’ mai è andato nemmeno veloce.Tutt’altro. Ma poi, uno guarda chi è il famoso “insieme” e capisce che il viaggio promesso non è verso un futuro auspicabile, ma più probabilmente un cammino verso il burrone.
Ormai è chiaro a tutti che Matacene, nel picco della sua abituale autoesaltazione, ha scelto la direzione sbagliata, e il gruppo di cammino pure.
Sì, perché il sindaco, con ammirevole coerenza(!) si accompagna proprio a quella stessa squadra che non molto tempo fa, in un momento di sincerità più unico che raro, definiva – citiamo testualmente – “una compagine inadeguata”. Ma si sa, in politica il tempo non cura solo le ferite: cancella anche le dichiarazioni scomode. O almeno ci prova.
E così oggi l’inadeguato è diventato fondamentale, il disastroso è ora collaborativo, e il problema è diventato… beh, sempre un problema, ma stavolta seduto fisso al tavolo con lui. Del resto, già ben due assessori, l’hanno ben compreso, tant’è che hanno salutato la compagine per non restare travolti dalle macerie di questa amministrazione e per non patirne le conseguenze : di ogni genere. Se poi a questi due “fuggiaschi”si aggiungono i due assessori sfiduciati in consiglio comunale dalla loro stessa maggioranza perché ritenuti non all’altezza, il conto è presto fatto. A Matacena non resterebbe che affidarsi ai soli assessori rimastigli, o perché non datisi ancora alla fuga o perché non ancora ritenuti non all’altezza : l’ineffabile Francesco Sagliocco, il noto dilettante allo sbaraglio Alfonso Oliva e l’eterea Eufrasia Cannolicchio.
Difficile, veramente arduo, impossibile andare lontano così, a meno che per “lontano” non si intenda il fondo di un burrone.
Si dice, però, che Matacene confidi di contare anche su Federica Turco, ormai sua pupilla e assistente personale. Ma “la prezzemolina” sicuramente non potrà mai rendere “commestibile”un piatto completamente vuoto.
Tutt’al più potrà fare da consolatrice.
Nel frattempo, la città osserva, spera,impreca. Perché sì, da soli si va veloci, insieme si va lontano… ma con questo sindaco e con questa sua sgarrupata compagnia, l’unico “lontano” in vista sembra la distanza crescente tra la realtà e la efficienza, la competenza, la coerenza e il buon senso.