Nel corso del Consiglio comunale del 18 u.s., Alfonso Oliva, vicesindaco e assessore al contenzioso, ha risposto alla mia interrogazione sulla consistente spesa che sostiene il Comune per i numerosissimi giudizi di risarcimento danni e per le relative condanne dovute al disastroso stato della rete viaria cittadina nonché sulle relative problematiche e sulle misure intraprese e da intraprendere per farvi fronte.
Oliva ha esordito rivolgendomi un finto e derisorio ringraziamento per la mia iniziativa, precisando in maniera pungente che (solo) in tal modo avrei lasciato traccia della mia presenza in Consiglio comunale. Ha poi proseguito sostenendo che l’interrogazione, per il suo contenuto, andava rivolta al responsabile dell’ufficio legale piuttosto che lui e che, comunque, risalendo la sua nomina solo a cinque mesi fa, in sostanza nulla gli si poteva addebitare. Su tutte le richieste da me scritte e motivate – sulle quali avevo anche sollecitato il deposito di un prospetto di dati per consentire una valutazione sulla problematica in questione e per una eventuale stipula di una polizza assicurativa -, Oliva ha inammissibilmente omesso di dare una sia pur minima risposta, a parte l’indicazione sulla spesa appostata in bilancio per le condanne inflitte dalla magistratura e quella sul numero dei giudizi pendenti – Nel suo abituale mutismo inespressivo e inquietante si è chiuso anche l’assessore ai lavori pubblici Francesco Sagliocco, pure da me incalzato a fornire uno straccio di notizie sugli interventi che intendeva effettuare sulle nostre disastrate strade.
Che delusione, che tristezza per la nostra città cosi malamente rappresentata! E che incompetenza: finta o reale? Possibile che Oliva non abbia compreso l’assoluta rilevanza politica del mio atto e quindi la necessità di dare risposte sulla cui sola scorta poteva essere fatta una valutazione politica e programmati e disposti interventi sempre di natura squisitamente politica? Possibile che non si sia reso conto dell’importanza di conoscere dati ed elementi per verificare l’opportunità e quindi l’utilità per il Comune di essere coperto da una polizza assicurativa, piuttosto che sobbarcarsi un’ingente spesa per giudizi di risarcimento. Ha parlato di ben 29.227.000 euro accantonati nel bilancio triennale, cifre scandalosamente esorbitanti, così come sono le condizioni delle strade della nostra città. Possibile che non si sia reso conto che i dati e gli elementi da me pretesi avrebbe dovuto richiederli, in questi suoi cinque mesi, lui stesso per primo all’ufficio legale, farne una valutazione e doverosamente rispondere agli interrogativi da me proposti e alle soluzioni da me prospettate? Possibile, visto che l’interesse sinora dimostrato dall’assessore (che, ahinoi e poveri insegnanti e alunni, ha anche la responsabilità delle scuole) è stato solo quello di sollecitare i suoi colleghi avvocati a contattarlo direttamente per la riscossione di quanto ad essi spettante per le cause che hanno vinto? Possibile che non abbia compreso tutto questo e abbia addirittura ritenuto che le richieste rivolte a lui andavano invece rivolte all’ufficio legale? Possibile che ancora una volta, come aveva fatto in altra occasione, non si sia ancora reso conto e abbia ancora fatto confusione tra attività gestionale e politica? Possibile, visto che è accaduto e che, purtroppo, anche questa volta Oliva ha dimostrato la sua inidoneità a ricoprire il ruolo. Ma, se per caso si ipotizza che lo abbia capito, mantenendo però il silenzio dietro al quale si è trincerato e dando risposte minime e parziali, credo, allora, che sia più che giustificato il sospetto che Oliva si è comportato così perché ha il sacro terrore di perdere la personale gestione del consistente contenzioso; e temo anche che sono più che giustificate, e da me condivise, le forti perplessità che in tanti hanno manifestato quando fu assegnato proprio a lui quella delega ; frutto, molto probabilmente, di scellerati patti preelettorali gestiti, peraltro, da qualche personaggio politico “ alieno” che ha giostrato candidature e assegnazione di incarichi assessoriali. Sta di fatto che, rispondendo in maniera del tutto parziale e/o non rispondendo alla mia interrogazione, Oliva si è esibito in un tragicomico affresco di se stesso e della sua nebulosa esistenza politica, dimostrando, tra l’altro, anche di non conoscere sobrietà, stile e rispetto.
Per la verità, il tutto non mi ha sorpreso più di tanto; né, come in molti della maggioranza e dell’opposizione hanno commentato, potevo aspettarmi nulla di diverso e di meglio da un uomo che ha giocato nel primo tempo con i guelfi e nel secondo con i ghibellini, riuscendo nell’intervallo a farsi passare per arbitro e segnalinee.
Quanto infine alla sua battuta intinta nel veleno, circa la sola traccia che con la mia interrogazione avrei lasciato in Consiglio comunale, gli ricordo che qualsiasi traccia potrò lasciare in Consiglio comunale non sarà mai e in alcun modo paragonabile a quella, riprovevole e a tutti nota, che lui ha lasciato sinora nella sua esperienza politica e né, tantomeno, a quella, deprecabile, che sta lasciando nella sua breve, rovinosa e assai discutibile esperienza di vicesindaco e assessore allo sbaraglio.