Aversa ce l’ha fatta: grazie ad un articolo sulla dichiarazione dei redditi del sindaco Franco Matacena sul quotidiano del “Fatto quotidiano “ di stamattina è finalmente arrivata alla ribalta nazionale. Non per la cultura, non per la mozzarella , non per le scarpe, non per le sue molteplici eccellenze, ma perché Matacena ha dichiarato meno di una colf part-time. Un genio del risparmio o un campione dell’invisibilità fiscale o un contribuente creativo?
Il sindaco Matacena, commercialista di professione(e quindi, si presume, esperto nel trattare con lo Stato ), dichiara per il 2023 un reddito annuo di circa 5.000 euro. Cioè 482 euro al mese. Cioè 16 euro al giorno. Cioè, un caffè, un cornetto, un pezzetto di mortadella e mezzo litro di benzina. E il resto? Mistico digiuno? Consulenze retribuite con la sola gratitudine?
A questo punto, lanciamo la proposta: patrimonio Unesco dell’umiltà reddituale, oppure simbolo nazionale dell’evasione in doppiopetto? Sì, perché non ci si improvvisa poveri: ci vuole talento, strategia, una certa arte nell’apparire trasparente mentre si diventa opaco.
Il bello è che la dichiarazione non fa solo scalpore: fa discredito. Perché Aversa, nel frattempo, finisce nell’occhio del ciclone. Una città amministrata da uno che, a leggere il fisco, non si sostiene nemmeno con il reddito di cittadinanza. I cittadini pagano le tasse, lui… le sfida filosoficamente.
La domanda, alla fine , è semplice: come campa? E se davvero campa con 5.000 euro all’anno, allora suggeriamo al Governo di affidargli il Ministero dell’Economia. Oppure la gestione del bilancio dello Stato…ma con la moneta che si usa nel gioco del Monopoli.
Nel frattempo, lui ama dipingersi come un eroe, un francescano della politica. Ma il sospetto è un altro: che questa “povertà esibita” sia l’ennesima farsa, un messaggio velenoso ai cittadini onesti: “Vedi? Si può fare politica, ottenere potere e visibilità dichiarando praticamente nulla”.
Morale della favola?
In Italia puoi fare il sindaco, guadagnare niente (ufficialmente), gestire milioni di fondi pubblici e diventare un’icona. Ma non delle trasparenza o dell’onestà fiscale.Della furbizia o di qualcos’altro. Sopratutto della bugia, visto che nell’intervista al “Fatto” ha dichiarato, con involontario umorismo, che, grazie al suo nutrirsi da francescano, non ha un filo di pancia e ha muscoli bicipiti come un Ercole : bugie strabordanti…in armonia con la sua pancia pizzuta e contrastanti con le sue luculliane cene, che gli hanno fatto attribuire il nome in “Mata-cene”. Possibile che Aversa possa essere rappresentata da un personaggio del genere? A voi i commenti .
Il sindaco Matacena, commercialista di professione(e quindi, si presume, esperto nel trattare con lo Stato ), dichiara per il 2023 un reddito annuo di circa 5.000 euro. Cioè 482 euro al mese. Cioè 16 euro al giorno. Cioè, un caffè, un cornetto, un pezzetto di mortadella e mezzo litro di benzina. E il resto? Mistico digiuno? Consulenze retribuite con la sola gratitudine?
A questo punto, lanciamo la proposta: patrimonio Unesco dell’umiltà reddituale, oppure simbolo nazionale dell’evasione in doppiopetto? Sì, perché non ci si improvvisa poveri: ci vuole talento, strategia, una certa arte nell’apparire trasparente mentre si diventa opaco.
Il bello è che la dichiarazione non fa solo scalpore: fa discredito. Perché Aversa, nel frattempo, finisce nell’occhio del ciclone. Una città amministrata da uno che, a leggere il fisco, non si sostiene nemmeno con il reddito di cittadinanza. I cittadini pagano le tasse, lui… le sfida filosoficamente.
La domanda, alla fine , è semplice: come campa? E se davvero campa con 5.000 euro all’anno, allora suggeriamo al Governo di affidargli il Ministero dell’Economia. Oppure la gestione del bilancio dello Stato…ma con la moneta che si usa nel gioco del Monopoli.
Nel frattempo, lui ama dipingersi come un eroe, un francescano della politica. Ma il sospetto è un altro: che questa “povertà esibita” sia l’ennesima farsa, un messaggio velenoso ai cittadini onesti: “Vedi? Si può fare politica, ottenere potere e visibilità dichiarando praticamente nulla”.
Morale della favola?
In Italia puoi fare il sindaco, guadagnare niente (ufficialmente), gestire milioni di fondi pubblici e diventare un’icona. Ma non delle trasparenza o dell’onestà fiscale.Della furbizia o di qualcos’altro. Sopratutto della bugia, visto che nell’intervista al “Fatto” ha dichiarato, con involontario umorismo, che, grazie al suo nutrirsi da francescano, non ha un filo di pancia e ha muscoli bicipiti come un Ercole : bugie strabordanti…in armonia con la sua pancia pizzuta e contrastanti con le sue luculliane cene, che gli hanno fatto attribuire il nome in “Mata-cene”. Possibile che Aversa possa essere rappresentata da un personaggio del genere? A voi i commenti .