Dopo le mini luminarie pagate fior di euro, quelle impiantate e accese là dove non andavano messe e dopo una vigilia di Natale festeggiata all’insegna del caos e delle risse, la premiata coppia Matacena-Oliva ha deciso di annullare il programmato e tanto pubblicizzato veglione di Capodanno, di proibire i fuochi d’artificio e i botti e di vietare i tavolini fuori dai locali di somministrazione. La “ferale” notizia l’ha comunicata Matacena con il suo più smagliante sorriso, ma attribuendo la cancellazione al pericolo incombente a seguito dei recenti drammatici fatti di Magdeburgo, in Germania. La verità è però un’altra, diversa. Il sindaco e l’assessore Oliva, che avevano garantito agli aversani di avere predisposto un efficace piano di sicurezza per le feste di Natale e per il veglione di Capodanno, non sono stati in grado di assicurare le condizioni minime per festeggiare in allegra e pacifica serenità una notte che viene festeggiata nelle strade di tutta Italia e del mondo intero. Quelle presunte esigenze comunicate da Matacena appaiono dunque delle vere e proprie amenità. Infatti, se le reali preoccupazioni del sindaco fossero quelle che lui ha detto di nutrite, avrebbe dovuto estendere per un paio di mesi l’efficacia della sua ordinanza di cancellazione a tutti i fine settimana della movida selvaggia, quando, cioè, presumibilmente, finiranno i timori per le conseguenze di quei tragici fatti di Magdeburgo, e non limitarla alla sola mezza giornata del veglione di Capodanno. Se esiste un pericolo per i fatti di Germania, come lui ha (ipocritamente) detto, quel pericolo, evidentemente, non scompare d’incanto subito dopo il veglione, ma continua a incombere anche durante i giorni della (incontrollata) movida selvaggia. Del resto, se si legge l’ordinanza firmata da Matacena, si scopre che la cancellazione della festa di fine d’anno è stata espressamente motivata proprio a seguito del brutale e infernale caos verificatosi alla vigilia di Natale. E allora perché fare una comunicazione farlocca alla stampa e al popolo tutto e poi scriverne un’altra in un provvedimento ufficiale? La verità è che, anche con questa sua ultima ordinanza, è stata certificata la sua ambiguità e l’incapacità sua e dei suoi assessori a garantire ordine, sicurezza e condizioni minime per vivere sereni momenti di svago e di allegria festante. Alla faccia della città virtuosa e accogliente!
Finalmente, dopo le furiose critiche degli aversani (ma anche di alcuni componenti della sua stessa maggioranza) per quanto verificatosi durante la vigilia di Natale, la mitica coppia Matacena-Oliva si è resa conto che stava andando incontro ad un altro suo rovinoso fallimento, ovvero all’ ennesima Olivata. Ma fino a quando saremo costretti ad assistere a questo tragicomico teatrino che sta ridicolizzando e mortificando Aversa?