Il circo politico cittadino
Non si finisce mai di stupirsi. Appena qualche giorno fa si è saputo della scelta del consigliere comunale Francesco di Virgilio. Inviato dal centrodestra di Mata-cene quale “ambasciatore” presso l’ASI di Teverola (Area di sviluppo industriale) per curare gli interessi della città, Di Virgilio, per sue personali finalità ha subito scelto di fiondarsi nel Pd, sperando -si dice- di sedersi su qualche strapuntino nel consiglio di amministrazione dell’Asi. Il caso non è passato sotto silenzio, tant’è che esponenti parlamentari del centro-destra hanno contattato Mata-cene per farlo intervenire su Di Virgilio. La missione però è miseramente fallita e Mata-cene, tornato con le pive nel sacco, è rimasto con il cerino in mano o, come si dice da noi : “cornuto e mazziato”.
Dopo Di Virgilio, viene ora alla ribalta, in una nuova veste, – l’ennesima- il presidente del consiglio comunale Giovanni Innocenti. Insomma, nel grande circo cittadino, dove il tendone del sindaco Franco Mata-cene & company è perennemente aperto e gli equilibristi camminano senza rete, ecco l’ennesimo numero da applausi (registrati): l’ascesa del consigliere Giovanni Innocenti, fresco di promozione a consigliere provinciale e medaglia d’argento olimpica di autocelebrazione social. E’ risaputo, quella d’oro spetta a Mata-cene.
Giovanni Innocenti, dunque, festeggia, si autoesalta e si autocompiace. E come non farlo? Ha incassato voti da gran parte della maggioranza e sicuramente anche un cenno benevolo del sindaco Franco Mata-cene, che sulla sua sedia sembra aver trovato la postura perfetta grazie proprio al sostegno di Innocenti e della sua affiatata e variopinta compagnia.
Per la verità, il vero tocco magico è arrivato dall’appoggio a Innocenti da parte di Giovanni Zannini, attualmente impegnato in vicende giudiziarie talmente ingombranti da tenerlo apparentemente in disparte, lontano dal territorio… ma evidentemente non abbastanza dalla politica. Un endorsement a distanza, come le lezioni online: carissimo Giovanni, al momento non ti vedo, ma ci sono, ti ho appoggiato e ti appoggio, ti benedico e ti benedirò sempre, così come ti ho benedetto per le elezioni provinciali; ora ti dico di andare avanti nel mio nome e di propagandare il mio verbo! La Pasqua è vicina e io…ritornerò, risorgerò e sistemerò tutto e tutti…anche gli amici ancora in attesa. Abbi fede!
Che uomo, Giovanni Innocenti! Un politico multiforme, duttile, instancabile nel reinventarsi. Definirlo dinamico sarebbe riduttivo. È più itinerante di un tour elettorale permanente, più leggero di una promessa pre-campagna elettorale e più versatile di un camaleonte in crisi d’identità. I partiti? Li attraversa con la grazia di un farfallone in piena primavera: una sosta qui, una svolta là, e via verso nuovi lidi e fiori profumati di potere e di nettare. A memoria, trascurando altri passaggi secondari: dal Pd al centrosinistra, alla lista civica di sinistra, al centrodestra con arruolamento e tessera in Forza Italia, fino – come si apprende ora dal suo nuovo blog – all’approdo (momentaneo?) tra i cosiddetti “Moderati”. Più che un percorso politico, una collezione. Più che una linea retta o curva, una linea spezzata, ma sempre a zig-zag: uno slalom gigante politico, scansando porte e “altro” e – sembra – apparentemente mettendo in “soffitta” il suo mentore Giovanni Zannini, momentaneamente in esilio coatto. Peccato: da un po’ di tempo non appaiono più le foto di Innocenti sorridente a 32 denti abbracciato a Zannini, da lui definito il suo “fratellone” e a cui dedicava, con occhi lucidi di commozione, frasi di eterno amore e devozione. Ora – è questa la novità, dopo quella di Di Virgilio-, aprendo un blog denominato “I Moderati”, sembra avere inaugurato un suo nuovo percorso,facendo intendere che dopo Forza Italia si vuole instradare nei “Moderati” ?. Ma allora viene da chiedersi: la devozione a Zannini è ancora il suo credo? Insomma, esiste una sua nuova meta? O è una qualche strategia dettata – suggerita? – dall’urgenza di inaugurare una nuova stagione, in attesa del capo? Però, a parte ogni commento, in questo suo valzer di posizioni l’unica cosa stabile sembra essere l’instabilità. Ma, il suo, sarà davvero un approdo o solo uno scalo tecnico?
Nel frattempo, la città, sbigottita e depressa, osserva e contempla quella che è la sua classe digerente, pardon dirigente. O forse no: troppo impegnata a districarsi tra emergenze quotidiane e illusioni riciclate. Perché qui una certa “politica” non si ferma mai. Il palcoscenico cambia solo lo sfondo e i protagonisti, adattandosi alle loro necessità e non a quelle della città, cambiano in continuazione costume, casacca e maschera. E mentre in questo miserando teatro brindano, si spostano e si reinventano senza darne alcun conto, il pubblico resta seduto – più per rassegnazione che per scelta – ad assistere a uno spettacolo che ormai conosce a memoria. Però, sino ad ora, solo fischi, pernacchi e qualche applauso, ma provocatorio, annoiato, di scherno. Sipario. Domani si replica: stesso scenario, stessi protagonisti, comparse, figuranti e serventi e un regista momentaneamente impedito perché costretto ad assentarsi.