“Habemus Parcum Pozzum”.

Io, Olga Diana, assessore provvisoria al verde, nuntio vobis aversanis magnum gaudium : habemus Parcum Pozzum !

Olga Diana, assessore al verde e ai parchi, in concomitanza con l’annunzio papale, ha fatto ieri su tutti i social il suo annunzio assessoriale agli aversani, dai quali ha sollecitato un “magnum gaudium” : “Habernus Parcum Pozzum”.

Ad Aversa, con questi amministratori, una dovuta, ordinaria e banale rasatura dell’erba diventa un evento straordinario e non, piuttosto, un’occasione di umili scuse verso la cittadinanza, costretta, per la sua infrequentabilità, a privarsi da molto tempo dell’unico vero polmone verde della città.

A margine della vicenda, tra la sua involontaria e perfino comica singolarità -sempre che la voce circolata in città corrisponda al vero – va segnalato che la Diana, in attesa dei fondi per il verde, si sarebbe “rifugiata” per turismo a Capo Verde, nell’arcipelago atlantico. Brava, proprio una giusta e istruttiva meta per l’assessore al verde, è stato commentato. Da lì, però, sarebbe tornata di corsa per assistere “personalmentedipersona” al taglio dell’erba di Parco Pozzi. Ma, soprattutto, per togliere visibilità a Giovanni Innocenti e Raffaele De Gaetano (scalpitante aspirante sostituto della Diana), i quali, con la presenza al miracoloso taglio, stavano presidiando e “marcando” il Parco.  I maligni, con sorrisetti insinuanti, sostengono invece che Diana sarebbe stata dalle autorità locali caldamente invitata al rimpatrio perché si temeva che la sua presenza, con la fama che ormai l’accompagna, potesse “inquinare” e danneggiare il buon nome di Capo Verde, noto, appunto, per il suo lussureggiante e bene amministrato e  tenuto  “verde”.

Attendiamo ora cosa succede per tutto il restante, ormai bruciacchiato e rinsecchito verde aversano e per l’invasione su strade, muri e piazze di erbacce e rigogliosa vegetazione spontanea.

A proposito di piazze, la fontana di piazza Vittorio Emanuele si trova in condizioni pietose. La vasca si è trasformata in una schifosa pozzanghera sulla quale affiorano marcescenti rifiuti e una orripilante schiuma. Il getto centrale dell’acqua è basso, singhiozzante, asmatico, tanto da averla trasformata in una fontana “prostatica”. Anche per questa vasca, quando si intervenne poco tempo fa per manutenerla, si parlò di “evento”. Pure in questo caso – come sta succedendo in ogni analoga occasione –  una ordinarietà -sulla quale evidentemente si è intervenuto in maniera discutibile – venne trasformata in momento di autocelebrazione.

Dai social in queste ore si apprende che Aversa “ha perso100mila euro di finanziamento regionale perché non rendiconta un progetto culturale”. Ma allora, Aversa, presunta candidata a città della cultura, può mai proporsi in tale veste e tollerare come assessore al ramo un Oliva Alfonso, famoso “dilettante allo sbaraglio”, che non riesce nemmeno a usufruire di una elargizione regionale e che sinora ha marcato la sua presenza solo per la inammissibile assenza, nel giro di quasi un anno, di una minima e accettabile manifestazione culturale?

Siamo alla frutta? No, al momento successivo. Bisogna che ai commensali venga ordinato di alzarsi dalla tavola e che con fermezza vengano accompagnati alla porta.