Due galli nel pollaio: il duello dell’inutilità annunciata

Due galli nel pollaio: il duello dell’inutilità annunciata
Nel tranquillo pollaio della politica locale, si consuma l’ennesimo duello da operetta. Da un lato, il vicesindaco in carica: piume gonfie, petto in fuori, autoreferenzialità a livelli olimpici. Dall’altro, l’ex vicesindaco: più sobrio, più stimato, ma ormai con un piede fuori dal cortile.
Il primo starnazza a ogni piè sospinto, lanciando proclami come chicchi di mais ai polli affamati di attenzione. L’altro, più abituato al silenzio operoso che al clamore da cortile, osserva con quel misto di disappunto e superiorità tipico di chi sa di aver già fatto – e fatto meglio.
Le personalità non potrebbero essere più diverse: il primo punta sul volume, il secondo sulla memoria di chi ricorda ancora un’amministrazione funzionante. Ma il pollaio, si sa, è luogo di memoria corta e di applausi facili.
Chi vince? Nessuno. O meglio: vince l’indifferenza dei cittadini, sempre più esperti nel distinguere tra galli che cantano all’alba e galli che cantano solo per sentirsi vivi.
Nel frattempo, le galline guardano, scuotono la testa… e vanno a deporre le uova da un’altra parte.